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Borland cambia definitivamente rotta e vende i propri ambienti di sviluppo. E' la fine di un'epoca ed insieme l'inizio di una nuova era.
Scritto da Paolo De Nictolis il 09-02-2006 ore 17:38
La notizia giunta oggi in Redazione direttamente dalla Borland, per cui non si tratta sicuramente di un hoax: la Casa, celebre dapprima per Turbo Pascal e Turbo C, poi per Delphi, infine per JBuilder e C++ Builder ha deciso che gli IDE non saranno pi il suo core business, per cui li vender ad un'altra societ.

E' una notizia che francamente ha lasciato sbigottiti noi tutti; chiunque associa infatti il nome di Borland ai tool di sviluppo e chi pi chi meno tutti hanno avuto a che fare con i suoi prodotti. Alcuni poi le sono rimasti fedeli dalla notte dei tempi.

Con l'acquisizione di Together, Borland aveva cominciato un lungo e soddisfacente percorso nel campo dell'Application Lifecycle Management (ALM), ed oggi in grado di presentare un'offerta che copre le aree di Project & Portfolio Management, Raccolta e gestione dei requisiti e Change & Configuration Management: sar questo il futuro della software house, che si propone di diventare leader di mercato nel settore e focalizzarsi sullofferta di soluzioni che consentono di trattare la software delivery come un processo di business gestibile e prevedibile.

Nel 2006 Borland vuole far leva su questi asset, offrendo alle aziende leader la propria esperienza in termini di ottimizzazione dei processi unitamente ai servizi professionali e la tecnologia. Nello specifico, Borland offrir una serie di soluzioni pacchettizzate e personalizzate che consentano ai clienti di migliorare le seguenti aree di processo:
  • IT Management & Governance
  • Requirements Definition & Management
  • Change Management
  • Lifecycle Quality Management
Nel comunicato, la Casa afferma di voler realizzare nel 2006 una soluzione per ognuna di queste aree.

La notizia stata data in concomitanza all'annuncio dell'acquisto di Segue Software Inc., azienda con sede nel Massachusetts e fornitore a livello mondiale di soluzioni per la qualit del software ed il testing.

Borland ha invece scelto Bear, Stearns & Co. Inc. per gestire il processo di ricerca di un buyer per le proprie soluzioni IDE.

Come molti ho usato, quale pi quale meno, tutti gli IDE citati in apertura dell'articolo: spero solo che l'acquirente sar in grado di continuare la tradizione di eccellenza che li accompagna.
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Intervento di Filippo Fadda a.k.a. dedalo del 09-02-2006 ore 18:15, Capriata d'orba (AL)
Duca
Duca

(1994 interventi)
Iscritto il 03-04-2001
E' difficile fare i soldi con i tool di sviluppo. Il mondo Java ormai dominato da Eclipse, che gratuito e per il quale, pi che altro, sono disponibili una miriade di plugin talvolta a pagamento, mentre quello .NET strettamente correlato a Visual Studio. A dire il vero c' anche stato un ritorno al passato, oggi si usano molto di pi gli editor di testo, magari affiancati da un debugger. E' cambiato il modo di fare software, dalla programmazione per componenti si spostati a quella Web, le cui regole sono intrinseche nel protocollo HTTP. Domani parleremo di SOA, servizi e comunicazione tra gli stessi. Secondo me tutto si appiattito, tutto si semplificato, tutto si standardizzato e nel contempo si hanno a disposizione molti pi strumenti di prima, gran parte dei quali gratuiti, se non nella loro interezza, almeno parzialmente.
In fondo il mestiere del programmatore rimasto sempre lo stesso, e bene o male lo sono rimasti anche i linguaggi, ai quali negli anni se ne sono aggiunti altri per opera di tanti volenterosi.
Un po' Internet ed un po' l'Open Source hanno cambiato le regole del gioco, hanno uniformato la comunicazione, hanno decretato la fine di pi o meno costosi IDE single platform. La stessa fine a mio avviso la faranno i sistemi operativi, la cui interfaccia sempre meno rilevante, poich ormai si fa tutto con il browser, e quello che non si pu fare oggi si far certamente un domani.
Intervento di David Guadagnini a.k.a. microges del 10-02-2006 ore 09:41, Roma (RM)
Plebeo
Plebeo
(6 interventi)
Iscritto il 19-12-2001
Sono pienamente daccordo. Secondo me (a lungo tempo ovviamente) si arriver ad avere i compilatori e gli IDE open source o free - un po' come avviene per ottimi progetti che oramai hanno preso piede come FreePascal, Eclipse ed altri.
Comunque credo che chi sviluppa in Delphi (e sono tanti) continuer a farlo, magari passando poi ad un IDE free con le stesse o perch no maggiori performance.
Personalmente programmo in Pascal e poi in Delphi dagli anni 80 e non lo cambiero' per nessun altro - forse, come detto prima, passero' a free pascal, ma sicuramente non abbraccero' il C per quanto concerne la programmazione Win32. Forse per la programmazione .NET passero' al Java ma per il resto rimango fedele al Pascal
Intervento di Fabrizio Gianneschi a.k.a. gianneschi del 10-02-2006 ore 12:21, Cagliari (CA)
Nobile
Nobile

(52 interventi)
Iscritto il 05-11-2003
Siamo tutti un po' figli di mamma Borland... e questa notizia non fa certo piacere.
Indubbiamente un segno dei tempi.
Intervento di Marco Breveglieri a.k.a. marcobreveglieri del 12-02-2006 ore 17:17, Reggio emilia (RE)
Plebeo
Plebeo

(15 interventi)
Iscritto il 14-05-2001
Devo ammettere che sono rimasto anche io molto sorpreso alla lettura di questa notizia, direttamente su BDNtv.

Tuttavia, non ho nemmeno preso ancora in considerazione l'idea di abbandonare Delphi. :-)

Il mio un rifiuto che proviene da dentro, in quanto questo ambiente di sviluppo mi ha consentito sino ad oggi di sviluppare in Windows indifferentemente su una qualsiasi delle piattaforme esistenti, nativa (Win32) e gestita (.NET), con la possibilit di trasportare codice da una parte all'altra, avendo opportunit che sono state del tutto sradicate dai diretti concorrenti, i tool Microsoft, che principalmente si dedicano quasi esclusivamente all'ultima versione della piattaforma pi in voga, .NET, per spingerne al massimo la diffusione, mentre io credo sia importante riuscire a mantenere una certa indipendenza da queste "manovre" che spesso nascondono, in seguito a repentini cambi di rotta, dei rischi, come quello capitato agli sviluppatori VB6 che hanno dovuto riscrivere tutte le proprie applicazioni a causa delle ristrette possibilit di porting a VB.NET.

Considerando le potenzialit di Delphi, stento a credere che possa cessare di esistere, quindi punto tutto sulla speranza che Borland possa trovare davvero un investitore serio che riesca a ridare lo slancio evidentemente perduto al team di sviluppo che lavora dietro BDS, inserito in un'azienda "spin off" che mantenga comunque uno stretto rapporto con Borland.

Incrociamo le dita e speriamo che la notizia, bench spiazzante e malinconica, non porti qualche beneficio risollevando il morale.

Marco.
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