Benché lo studio della matematica sia parte fondamentale di qualsiasi percorso formativo, universitario o scolastico, che tratti materie informatiche, è convinzione comune che sia un bagaglio culturale assolutamente non necessario ai fini dell'attività del programmatore.
Sono in molti a sostenerlo, molto più importante sembra essere la padronanza di linguaggi di modellazione come UML, della teoria dell'ingegneria del software e dell'utilizzo dei
design pattern: soluzioni generiche a problemi ricorrenti.
In realtà difficilmente ci si può trovare in disaccordo con questo tipo di tesi, anche perché ormai, lo sviluppatore che non è coinvolto in lavori particolari si muove su un livello di astrazione ben lontano dalle rigorose logiche affini alla matematica, soprattutto quando il suo lavoro è quello di implementare gestionali.
Tuttavia, chi riesce a mantenere lucido il ricordo di alcuni principi matematici in particolare, può ritrovarne applicazioni e quindi utilità in molte più occasioni di quanto, spesso, ci si possa aspettare.
In un
interessante articolo pubblicato sul suo blog,
Steve Yegge fa una lunga digressione sulla matematica e la sua affinità con la programmazione dei giorni nostri, facendo il punto della situazione sulle conoscenze scolastiche in merito alla matematica, su quanto queste possano essere utili e su come si possa approfondirle autonomamente.