Se mai una cosa sola dovesse rimanere di questo snello minitesto, spero che sia l'avvertimento ben evidente in copertina:
La sicurezza è molto di più della sola tecnologia e configurazione – è come usiamo un sistema che lo rende sicuro... o no. Sono fin troppi i casi in cui un attacco perpetrato con successo è il frutto, per usare l'ilare definizione dell'autore,
di un cortocircuito fra la tastiera e la sedia (in effetti, la caustica ironia di
Gregory contribuisce a rendere piacevole la lettura). Coerentemente con questo
fatto della vita, le prime pagine — superflue per lo specialista, ma sicuramente utili per l'utente finale — sono dedicate ad una disamina delle minacce secondo il classico
modello CIA (Confidentiality, Integrity and Availability).
Dopo la panoramica generale, si passa all’analisi delle caratteristiche di sicurezza di Windows Vista, cominciando naturalmente dall'
User Account Control (UAC). Il taglio di ogni paragrafo, ad ognuno dei quali è dedicata una differente caratteristica, è introduttivo e pratico, focalizzato più sulle azioni da compiere per conseguire un risultato, che ai meccanismi di sicurezza di base (per i quali si rimanda sempre al
Writing Secure Code for Windows Vista). Il successivo paragrafo è dedicato alle
feature di autenticazione, con una particolare attenzione per la creazione e gestione di utenti e gruppi (che possono essere impostati — giova ricordarlo — solo sulle versioni
Business,
Enterprise ed
Ultimate), ma senza trascurare la configurazione delle
Local Security Policy per password e locking degli account.
Viene dedicata la dovuta attenzione alle caratteristiche di auditing, sia quelle globali per gli oggetti di sistema, che quelle per i singoli file, ed alla gestione dei log tramite l'
Event Viewer; l'autore non lo sottolinea, ma a me piace ricordare che, senza un adeguato strumento per la lettura dei log ed una seria politica sull'uso periodico dello stesso, configurare o non configurare l'auditing sono due scelte equivalenti. Ad ogni buon conto, a dispetto della natura introduttiva del minitesto (lo stesso autore afferma che
si potrebbe scrivere un intero libro sul solo Event Viewer; si poteva almeno citare l'elenco delle
azioni auditabili in Windows Vista.
Com'è giusto per un testo orientato all'utente finale, la protezione dal malware copre da sola una ventina di pagine. L'organizzazione iniziale del paragrafo rispecchia quella delle nuove voci del
Security Center, introdotto con il SP2 di Windows XP e migliorato in Vista: uso di antivirus ed anti-spyware, con una citazione d'obbligo per
Windows Defender e la raccomandazione di usare periodicamente scanner addizionali come
Secunia Software Inspector; il nuovo
Windows Firewall with Advanced Security; aggiornamenti automatici, comprensivi del
Malicious Software Removal Tool.
L'autore passa poi a descrivere, separatamente, le funzionalità di protezione della privacy basate su
P3P e di sicurezza di Internet Explorer 7, illustrando in tema il controllo di granularità grossolano e fine delle
Zones, la
protezione dal phishing ed i
Parental Controls. Rimane ahimè del tutto fuori dal discorso il
Protected Mode, la funzionalità di IE7 — abilitata solo su Vista — che garantisce l'impossibilità di scrittura al di fuori di un insieme ristretto di cartelle grazie al meccanismo degli
Integrity Levels mutuato dal
modello di Biba.
Il paragrafo sulla sicurezza del file system è altrettanto lungo, e dopo alcuni argomenti introduttivi quali la protezione e condivisione di file e cartelle, riserva la bella sorpresa di una decina di pagine riservate alla criptazione dei file con
EFS e
BitLocker (con un'utile tabella comparativa fra i due, e qualche opportuno accenno al
TPM), per chiudere con la configurazione delle quote disco. Viene opportunamente sottolineato come, al contrario di quanto molti vorrebbero far credere, non sia necessario avere un chip
TPM per usufruire dei vantaggi di
BitLocker: l'utilità del chip sta nel fatto che si può salvare la chiave BitLocker, adeguatamente criptata in hardware, nel chip e fare in modo che venga automaticamente decriptata all'avvio — opzionalmente, si può anche usare una protezione a due fattori, utilizzando assieme al chip
TPM un PIN o una chiave USB — ma la si può alternativamente conservare in una chiave USB da inserire all'avvio, avendo cura di proteggerla con un PIN di adeguata robustezza. Al solito, rimane fuori una delle novità più interessanti in materia, ovvero il
nuovo NTFS transazionale.
Il paragrafo sulla sicurezza di rete è decisamente più breve ed accenna appena alle rivoluzionarie funzionalità di
Network Access Protection (NAP), preferendo concentrarsi sulle configurazioni di rete, in particolare di quelle wireless. Fedele alla propria vocazione pragmatica, il testo termina con una serie di consigli per la salvaguardia fisica, il backup, la protezione multilivello, lo storage sicuro delle password, gli aggiornamenti di sicurezza di tutto il software installato, per i quali Vista fornisce un prezioso aiuto, giacché il
Windows Update si occupa ora degli aggiornamenti di un gran numero di prodotti Microsoft, fra cui Office e SQL Server.

E' un
testo di uso immediato, che in poche leggibili pagine e con un risibile prezzo di copertina illustra in maniera pragmatica i passi da seguire per beneficiare delle nuove caratteristiche di sicurezza di Windows Vista. Ottimo il paragrafo dedicato a
BitLocker e
TPM.