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Dopo Developer Studio, Red Hat mette insieme le RIA ed i dati aziendali
Scritto da Paolo De Nictolis il 25-09-2007 ore 13:48
Intel Parallel Studio XE
Il giorno dopo ferragosto, Red Hat aveva rilasciato la prima beta pubblica, per Windows e Linux, di Red Hat Developer Studio, l'IDE per Java EE ed applicazioni RIA basate su AJAX, che metterà insieme l'application server acquisito ad aprile del 2006 (insieme a Seam, che a sua volta contiene Hibernate e Spring, e jBPM), Eclipse e le JSF. Il download è un JAR di setup di oltre 530 MB, comodamente installabile con un doppio clic come s'usa in ambiente Windows. Insieme con l'IDE è possibile installare la JBoss Enterprise Application Platform, mentre vengono installati di default, oltre all'EMF ed alla Data Tools Platform, anche la versione 2.0 di Spring IDE. Al termine, avremo 640 MB di spazio occupati su disco. Il pacchetto è corredato da una Getting Started Guide e da una corposa JBoss JSF Tools Guide.

Il prodotto presenta ancora qualche errore di gioventù, come la fault iniziale dopo l'installazione perché non riesce a trovare la configurazione di default, l'individuazione delle JRE installate sulla macchina, da effettuare manualmente al momento di creare un nuovo progetto Struts o JSF, o la sostanziale impossibilità di usare lo stesso GCJ, il compilatore Java di default per le macchine Red Hat, come JVM. In compenso, il prodotto presenta anche qualche chicca come il wizard di conversione dei vecchi progetti JBossIDE 1.5/1.6. Il vero problema di questo insieme di plug-in per Eclipse 3.3.0, almeno in questa prima beta, è però l'atroce fame di memoria, che lo porta a lenti tempi di esecuzione ed apertura delle dialog anche su una macchina con 1 GB di RAM. Il lavoro comincerà, presumibilmente, selezionando la RHDS perspective; in figura vediamo anche il Visual Page Editor, che oltre a soffrire di qualche problema di posizionamento dei controlli, ha anche la pessima tendenza a rovinare l'indentazione del codice HTML includendo/cancellando controlli.

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Da pochi giorni, la casa del Cappello Rosso ha anche annunciato il rilascio di una pre-release di dVision, una RIA che fornisce funzioni di accesso consolidato, basato su permessi, tramite browser e di reportistica a tutte le sorgenti dati aziendali compatibili con JDBC. Il paradigma di visualizzazione e navigazione dei dati è quello, familiare, del foglio di lavoro, ed il tool permette anche l'esportazione dei dati in Microsoft Excel. I 15 MB della pre-release contengono il WAR di deploy, la documentazione e gli script SQL per creare un database ove ospitare i metadati di un progetto dVision. Per usare dVision occorre copiare nella common | lib del proprio servlet container il driver JDBC delle sorgenti dati cui accedere, ed inserire gli opportuni parametri di contesto nel file di configurazione; la cosa meno elegante è però dover cablare nell'apposito file di configurazione un utente predefinito per dVision. Dall'esame del codice sorgente vediamo come anche questo prodotto fa largo uso di Hibernate e di Spring, oltre che di Flash.
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