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Mac OS X Leopard, la recensione di Ars Technica (1/3)
Scritto da Davide Panceri il 06-11-2007 ore 11:27
Il nuovo Leopard ovvero la versione 10.5 di Mac OS, decisamente sotto osservazione: numerosi articoli, recensioni, tutorial, oltre a quelli ufficiali compresi i video-tutorial si occupano dell'ultimo arrivato in casa Apple, in vendita da fine ottobre. Tra tutti questi articoli spicca la lunga recensione di John Siracusa pubblicata sul sito Ars Technica: uninteressante ed approfondita panoramica su Leopard, della quale riassumer alcuni dei punti principali dopo averli elencati, suddividendo la segnalazione in tre parti per non renderla troppo pesante e ostica da leggere.

Dopo le parti introduttive, gli argomenti esposti vanno dall'interfaccia al nuovo look in generale, al kernel, al supporto per i 64 bit; poi si parla di FSEvent, Core Animation, Quartz GL, Core UI, Finder, Dock, Time Machine, prestazioni, e si chiude con uno sguardo al futuro. Come si vede, una panoramica completa ed esauriente, un po' difficile da leggere con comodo perch il file PDF riservato agli abbonati premier del sito: un modo intelligente di apprezzare la differenza tra il tutto gratis e pagare qualcosa per avere il meglio.

In questa prima parte mi soffermer sugli aspetti relativi all'interfaccia e alle considerazioni pi importanti dell'autore circa questa materia. L'introduzione sottolinea la lunga attesa che ha caratterizzato l'uscita di Leopard, circa due anni e mezzo, la pi lunga nella storia di Mac OS X, con l'aggiunta di una riservatezza piuttosto spinta sui contenuti; il tutto ha contribuito a far crescere le aspettative per qualcosa di veramente speciale.

Le osservazioni sui nuovi processori, sulle nuove caratteristiche introdotte col tempo, che lasciano poco spazio per il rimpianto del passato, e sulle novit dell'installazione occupano la sezione intitolata Background, e meriterebbero ciascuna qualche ora di approfondimento; si prosegue poi con il new look, che riassumo in modo grossolano esprime una moderata approvazione davanti all'uso di uno stile uniforme per le finestre, dopo qualche anno di allegre, ma non sempre lineari sperimentazioni, anche se forse si poteva sperare in qualcosa di meglio o di pi audace.

Se l'intento di unificare e semplificare sembra riuscito per quanto riguarda le finestre, il punto successivo sembra pi critico, anzi proprio criticabile: ci sono parti dell'interfaccia di Leopard che non sono migliorate visivamente e possono creare qualche problema di usabilit. Tra queste, le icone speciali si presentano difficili da distinguere per la scarsa risoluzione delle informazioni al loro interno, soprattutto se minimizzate; esistono altre opinioni simili in Rete, da confrontare con la realt dei fatti.

Anche sul Dock il giudizio severo: l'usabilit sembra peggiore, con la parziale esposizione allo sfondo del desktop e l'ulteriore calo di visibilit della segnalazione di programma in esecuzione, una lucina del tutto trascurabile invece del triangolino, piccolo ma pi scuro e quindi pi visibile, usato in precedenza. Insomma, sar banale, ma il sacrificio dell'usabilit in nome dell'estetica sembra quasi un tradimento per chi ha sempre fatto della qualit un punto d'onore. A completare l'opera di abbattimento dell'usabilit, ecco la barra dei menu traslucida: forse le trasparenze non donano tanto ai sistemi operativi quanto tolgono all'usabilit degli stessi?

Per questa prima parte mi fermo qui. Ho solo riassunto del materiale che vale la pena di andare a vedere personalmente di persona, perch anche dove ci si pu trovare in disaccordo c' sempre da imparare e soprattutto riflettere.
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