Coi sistemi operativi di casa Microsoft (escluso l’ultimo arrivato, Windows Vista, che ha ancora bisogno di un bel po’ di ‘rodaggio’) il riconoscimento dei dispositivi è praticamente immediato. La stessa cosa però non si può dire per chi si avvale, come ambiente di lavoro e di sviluppo, di
Linux che ha bisogno di essere istruito spesso con delle azioni a
basso livello.
I dispositivi comunemente utilizzati (floppy, CD-ROM ecc.) necessitano infatti, in ambiente Linux, di essere ‘montati’ per utilizzarli e ‘smontati’ quando è importante che risultino disconnessi. La sintassi di utilizzo è estremamente semplice: al comando
mount deve seguire il dispositivo che si deve montare, e a seguire la directory di montaggio in cui montare il dispositivo; tale directory viene comunemente definita come
mount point .
Pertanto, la sequenza di comandi è la seguente:
mount device dir. Quella tipica per
montare un CD-ROM è
mount /dev/hdd /cdrom, dove
/dev/hdd è di norma l’identificativo del CD-ROM, mentre
/cdrom è la directory di montaggio. A questo punto, il CD-ROM che non dava segni di vita, con
ls /cdrom si metterà in funzione permettendoci, se tutto è andato per il verso giusto, di farci esplorare il suo contenuto. Per
smontare il CD-ROM basterà lanciare il comando
umount /cdrom.
Risulta molto utile far uso di alias per montare e smontare i dispositivi, altrimenti la continua digitazione di sequenze di comandi porterebbe via molto tempo (che di norma è denaro!). Ecco allora che con
alias cdin='cd; mount /dev/hdd /cdrom; cd -' alias cdout='cd; umount /cdrom; cd -; eject' potremo
montare e
smontare il nostro CD-ROM col semplice lancio di
cdin e
cdout, permettendoci di risparmiare tempo utile e magari completare l’implementazione di un software di un committente con fatturati milionari!