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Multitasking e multithinking, quali sono i limiti del cervello umano?
Scritto da Alessandro Carichini il 01-02-2008 ore 10:39
Intel Software
Da uno studio effettuato da un team coordinato da Edward Awh e Edward K. Vogel, due professori del Dipartimento di Psicologia della Università dell'Oregon, è emerso che il cervello umano può gestire efficacemente un massimo di quattro pensieri “discreti” per volta.

La cosa interessante è che questo multitasking può essere mantenuto all'interno della nostra visual working memory anche all'aumentare della complessità di ogni singolo pensiero o oggetto. Il limite di quattro però non può essere in alcun modo superato, neppure con la semplificazione di ogni oggetto in memoria. Anche un vero multitasker, che riesce a leggere le e-mail e contemporaneamente parlare al telefono, tenendo d'occhio sia le quotazioni di borsa che le ultime notizie dai feed RSS, sa che basta un piccola distrazione che aumenti il numero di task che sta elaborando, per andare in completa confusione.

E questo dimostra come la memoria umana sia totalmente differente da quella di un dispositivo digitale, che a fronte di un limite di capacità può aumentare o diminuire il numero degli oggetti contenuti, purché la sommatoria delle singole dimensioni non superi la memoria a disposizione.

Da questo studio, pubblicato sulla rivista Psycological Science, si è anche scoperto un forte legame tra la capacità della memoria a breve termine e l'intelligenza. Pare infatti che le persone dotate di un alto quoziente intellettivo abbiano una maggiore propensione al pensare contemporaneamente a molte più cose. Ma questo è un discorso quantitativo, che esula dall'aspetto qualitativo di un pensiero.
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