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Programmatore impiegato o imprenditore?
Scritto da Emanuele Gianturco il 25-03-2008 ore 11:35
Intel Cluster Studio XE
Seguendo due post di personaggi noti ai lettori di P.it, You Weren't Meant to Have a Boss di Paul Graham e Paul Graham's Participatory Narcissism di Jeff Atwood, possiamo delineare un quadro delle possibilità lavorative di un programmatore nella realtà statunitense, ma anche girare il discorso sulla situazione italiana ed europea.

Chi ha avuto modo di leggere altri articoli di Paul Graham sa che questo personaggio utilizza spesso toni provocatori e affermazioni categoriche, come in Microsoft is Dead; proprio per questo i suoi scritti non devono essere presi letteralmente, ma bisogna coglierne i concetti base. Già dal titolo del post in oggetto, che tradotto in italiano suonerebbe: ”Voi non eravate destinati ad avere un capo”, si comprende che l'autore suggerisce fortemente ai giovani freschi di laurea in Informatica, di non ambire ad un posto da dipendente presso una grande compagnia.

L'alternativa secondo l'autore, è quella di avventurarsi nello start-up di una propria società; ma non è una semplice possibilità, è un modo per le persone di vivere in una maniera più naturale; l’autore arriva persino a fare un paragone con i leoni africani, che visti nel loro ambiente naturale, rispetto ad uno zoo, risultano dieci volte più vivi. La parte non naturale del lavorare presso una grande società è l'eccessivo numero di persone, dato che secondo Graham si lavorerebbe meglio in piccoli gruppi.

A favore della sua tesi, sia pur forzatamente, Graham sostiene che economicamente potrebbe essere più vantaggioso tentare la strada dello start-up, visto che i capitali iniziali non sono a carico del promotore. Le persone che lavorano per una grande compagnia risultano essere più conservatrici e hanno meno possibilità di crescere tecnicamente rispetto alla partecipazione ad un’attività di start-up.

Jeff Atwood concorda con il fatto che un buon momento per pensare di impegnarsi in uno start-up, assumendosi i relativi rischi, è quando si è giovani, senza famiglia da mantenere e quindi senza nulla da perdere. Ma egli non pensa, come sembra sostenere Graham, che l'unica possibilità di soddisfazione sia questa. Atwood ricorda che la prospettiva di Graham è abbastanza poco obiettiva, perché come ricorda l’autore stesso nel post, tutti i programmatori che conosce hanno fondato nuove società, e la sua attività con la compagnia Y Combinator, consiste proprio nell'ausilio alla fondazione di start-up company.

La situazione in Italia, per quanto riguarda le opportunità dei programmatori è ben diversa da quella esposta, innanzitutto perché è molto ridotta, se non inesistente la via delle attività di start-up. I programmatori nell'ambiente informatico italiano vengono impiegati come manovalanza, non per niente la maggior parte è inquadrato con un contratto metalmeccanico; l'area di maggior impiego per l'informatica è quella della consulenza e quindi risulta difficile in questo campo fondare nuove realtà. In Europa tuttavia un programmatore può pensare di intraprendere l'attività di consulenza in proprio, in alternativa al contratto di lavoro dipendente.
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Intervento di Emanuele Gianturco a.k.a. kafka del 04-04-2008 ore 12:11, Roma (RM)
Barone
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(234 interventi)
Iscritto il 10-04-2001
Citazione:
personalmente quel che mi secca del lavorare in proprio è la burocrazia ... son le carte ... noiose e a volte inutili ... o meglio solo utili a far perdere tempo ... :-( ci fossero meno adempimenti e ci si potesse concentrare di più su quel che interessa ... ossia creare ...
Questi problemi sono sempre più marcati nel nostro paese. A quanto mi riferiscono i colleghi che lavorano in altri paesi europei come consulenti, si viene seguiti da una società di recruitment che si occupa anche di tutta la situazione fiscale, versamento tasse, certificazioni.
Intervento di Andrea Furia a.k.a. andreafuria del 04-04-2008 ore 12:15, Negrar (VR)
Plebeo
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(23 interventi)
Iscritto il 11-12-2002
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Citazione:
- in Italia ci sono troppe tasse sui salari; io guadagno 2300€ al mese: purtroppo sono lordi, che poi diventano circa 1600€.
Oltre ad essere troppo alte, il problema è che vanno sprecate, perché non abbiamo servizi adeguati, né vanno a ridurre il debito.
Citazione:
Sono 16 anni che lavoro in questo campo e non credo di guadagnare da nababbo. Quindi chiedo anche a voi: quanto guadagnate (netto) voi come dipendenti (scusate: come metalmeccanici visto che è questo il nostro inquadramento)?
Facendo una media degli stipendi, anche degli altri colleghi, le cifre sono più o meno quelle che indichi. Ma altra cosa da sottolineare è che lo stipendio non cresce di molto negli anni. Tu lavori da 16 anni, ma quanto è cresciuta la tua retribuzione ?
Quando ho iniziato a lavorare prendevo 1.200.000 nel 1992; quindi sono passato da:
1992 -> 600€
2008 -> 1600€

Ma nel 2000 prendevo circa 1000€. Se avessi avuto un aumento di 100€ all'anno, avrei 2.200€.

Quindi....
Intervento di Emanuele Gianturco a.k.a. kafka del 07-04-2008 ore 08:43, Roma (RM)
Barone
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(234 interventi)
Iscritto il 10-04-2001
Citazione:
Quando ho iniziato a lavorare prendevo 1.200.000 nel 1992; quindi sono passato da:
1992 -> 600€
2008 -> 1600€

Ma nel 2000 prendevo circa 1000€. Se avessi avuto un aumento di 100€ all'anno, avrei 2.200€.
Infatti nemmeno 100 euro di aumento all'anno, compresi aumenti del contratto metalmeccanico, e anzianità. Quasi a sottolineare che l'esperienza e la specializzazione, siano cose superflue.
Intervento di Diego De Zan a.k.a. simulacron del 07-04-2008 ore 11:00, Pinerolo (TO)
Conte
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(632 interventi)
Iscritto il 13-07-2005
Citazione:
.....omissis.......

Ma nel 2000 prendevo circa 1000€. Se avessi avuto un aumento di 100€ all'anno, avrei 2.200€.
Infatti nemmeno 100 euro di aumento all'anno, compresi aumenti del contratto metalmeccanico, e anzianità. Quasi a sottolineare che l'esperienza e la specializzazione, siano cose superflue.[/quote]

Non sono superflue....devono pagarle.
Se pagano quelle cose alla plebaglia riottosa, i dirigenti come fanno a pagarsi i loro previlegi?
Intervento di Emanuele Gianturco a.k.a. kafka del 07-04-2008 ore 18:09, Roma (RM)
Barone
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Iscritto il 10-04-2001
Citazione:
Non sono superflue....devono pagarle.
Se pagano quelle cose alla plebaglia riottosa, i dirigenti come fanno a pagarsi i loro previlegi?
Infatti a noi plebaglia non la pagano, in quanto ai dirigenti i loro privilegi li assicura il potere politico, al di là di qualsiasi disponibilità economica. Basta vedere l'Alitalia.
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