Seguendo due post di personaggi noti ai lettori di P.it,
You Weren't Meant to Have a Boss di
Paul Graham e
Paul Graham's Participatory Narcissism di
Jeff Atwood, possiamo delineare un quadro delle possibilità lavorative di un programmatore nella realtà statunitense, ma anche girare il discorso sulla situazione italiana ed europea.
Chi ha avuto modo di leggere altri articoli di
Paul Graham sa che questo personaggio utilizza spesso toni provocatori e affermazioni categoriche, come in
Microsoft is Dead; proprio per questo i suoi scritti non devono essere presi letteralmente, ma bisogna coglierne i concetti base. Già dal titolo del post in oggetto, che tradotto in italiano suonerebbe:
”Voi non eravate destinati ad avere un capo”, si comprende che l'autore suggerisce fortemente ai giovani freschi di laurea in Informatica, di non ambire ad un posto da dipendente presso una grande compagnia.
L'alternativa secondo l'autore, è quella di avventurarsi nello
start-up di una propria società; ma non è una semplice possibilità, è un modo per le persone di vivere in una maniera più naturale; l’autore arriva persino a fare un paragone con i leoni africani, che visti nel loro ambiente naturale, rispetto ad uno zoo, risultano dieci volte più vivi. La parte non naturale del lavorare presso una grande società è l'eccessivo numero di persone, dato che secondo
Graham si lavorerebbe meglio in piccoli gruppi.
A favore della sua tesi, sia pur forzatamente,
Graham sostiene che economicamente potrebbe essere più vantaggioso tentare la strada dello
start-up, visto che i capitali iniziali non sono a carico del promotore. Le persone che lavorano per una grande compagnia risultano essere più conservatrici e hanno meno possibilità di crescere tecnicamente rispetto alla partecipazione ad un’attività di
start-up.
Jeff Atwood concorda con il fatto che un buon momento per pensare di impegnarsi in uno
start-up, assumendosi i relativi rischi, è quando si è giovani, senza famiglia da mantenere e quindi senza nulla da perdere. Ma egli non pensa, come sembra sostenere
Graham, che l'unica possibilità di soddisfazione sia questa.
Atwood ricorda che la prospettiva di
Graham è abbastanza poco obiettiva, perché come ricorda l’autore stesso nel post, tutti i programmatori che conosce hanno fondato nuove società, e la sua attività con la compagnia
Y Combinator, consiste proprio nell'ausilio alla fondazione di
start-up company.
La situazione in Italia, per quanto riguarda le opportunità dei programmatori è ben diversa da quella esposta, innanzitutto perché è molto ridotta, se non inesistente la via delle attività di
start-up. I programmatori nell'ambiente informatico italiano vengono impiegati come manovalanza, non per niente la maggior parte è inquadrato con un contratto metalmeccanico; l'area di maggior impiego per l'informatica è quella della consulenza e quindi risulta difficile in questo campo fondare nuove realtà. In Europa tuttavia un programmatore può pensare di intraprendere l'attività di consulenza in proprio, in alternativa al contratto di lavoro dipendente.