La notizia era trapelata già ieri (destando qualche sospetto per ovvi motivi), finché in primissima mattinata è arrivato il
comunicato ufficiale dell'
International Organization for Standardization (ISO): con un plebiscito che vede il 75% di voti favorevoli, un 11% di astenuti (fra cui l'Italia) e solo il 14% di voti contrari, l'
ISO si è decisa ad approvare come standard internazionale l'attuale
IS 29500, al secolo
Office Open XML (OOXML), il formato aperto alla base, tra l'altro, dei file di Office 2007 (leggibile anche dalle versioni precedenti, grazie ad un
apposito convertitore).
Quello che era diventato, in breve tempo, uno
standard ECMA - appoggiato da un pool di ISV che comprende Apple, Corel, Microsoft e Novell, e per il quale sono disponibili, oltre ad Office 2007, implementazioni per applicazioni come iWork, iPhone e WordPerfect - ha dovuto subire, nel corso del processo di standardizzazione ISO, un ostracismo di una ferocia senza pari da parte dei competitor di mercato, incuranti delle necessità del 90% degli utenti di suite da ufficio e di prestigiose istituzioni, quali la
Biblioteca Ambrosiana, che ne avevano già riconosciuto i meriti tecnici.
A settembre dell'anno scorso l'
ISO aveva salomonicamente richiesto una serie di modifiche allo standard, prontamente attuate dal pool di aziende proponenti, che sabato scorso ha visto riconosciuto il proprio lavoro. La standardizzazione di un formato aperto interamente basato su XML, utilizzabile fra l'altro sulla piattaforma per
Office Business Applications (OBA) più diffusa al mondo, apre nuove prospettive agli sviluppatori di applicazioni, grazie anche alla disponibilità di un
apposito SDK.