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Pro e contro di Ubuntu Linux
Scritto da Paolo Raviola il 09-04-2008 ore 10:21
Le distribuzioni Linux comprendono il kernel del sistema operativo, un insieme di applicazioni di base e un sistema di installazione. Durante gli anni tutti questi elementi sono cambiati, anche drasticamente, ma quelli che interessano all'utente finale sono gli ultimi due e in special modo l'installazione, che riveste una particolare importanza, perché rappresenta il primo approccio al sistema.

Attualmente la distribuzione Ubuntu, sponsorizzata da Canonical, sembra essersi imposta come lo standard de facto, perlomeno a giudicare dalle classifiche di DistroWatch.com. Vediamo alcune considerazioni su questa situazione, tenendo conto che le prime due sono applicabili ad altre distribuzioni.

Le installazioni grafiche sono user-friendly e, rispetto a quelle text-based o semigrafiche, si è fatta molta strada. Inoltre si cerca di identificare correttamente tutto l'hardware esistente sulla macchina, in modo da evitare la ricompilazione del kernel, una procedura non esattamente destinata all'utilizzatore medio, e che ha tenuto lontani da Linux molti potenziali utenti.

L'interfaccia grafica inoltre rende più semplice la configurazione iniziale (quella del server grafico, per esempio) e l'installazione di pacchetti software aggiuntivi. Nel tentativo di "convertire" utenti Windows in utenti Linux, la versione Ubuntu 8.04 Hardy Heron, prevista per la fine di Aprile, permetterà di installare Ubuntu direttamente da Windows, consentendo una sorta di dual-boot.

L'annuncio di Dell del maggio 2007 di offrire Linux su alcuni dei suoi prodotti e la certificazione hardware di Sun Microsystems hanno permesso a Canonical di allargare il consenso, anche commerciale, verso questa distribuzione. Questi pregi potrebbero però, paradossalmente, snaturare la concezione originale di Linux, vista come comunità di sviluppatori appassionati e competenti.

Molti tendono ormai a identificare Ubuntu con Linux e viceversa; per l'utente medio questa aspetto può non avere alcuna importanza, ma molti sviluppatori non gradiscono questa equivalenza, sentendosi in qualche modo defraudati. Supponendo che Ubuntu guadagni in popolarità fino a diventare il S.O. desktop più usato (ipotesi molto improbabile, ma comunque possibile), che ne sarebbe della comunità Linux? Essa potrebbe anche declinare, perché gli sviluppatori, dovendo correre dietro alle "esigenze" degli utenti, non potrebbero più dedicarsi alle attività preferite, si annoierebbero, e Linux ricadrebbe nell'ombra.
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Intervento di Jacopo Cocchi a.k.a. diobrando del 25-04-2008 ore 03:37, Udine (UD)
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(229 interventi)
Iscritto il 18-09-2004
Cmq non prendiamo come riferimento le classifiche di Distrowatch per favore perchè ogni tot tempo si alternano diversi nomi e la situazione è sempre quella.
Personalmente non mi piace Ubuntu e aborro Gnome con tutto me stesso ma il discorso che avranno fatto in tanti anni è semplice: Linux sarà sempre vittima di sè stesso.
Se da una parte la poliedricità e la varietà di scelta vengono incontro alle esigenze di power user, sviluppatori e persone sopra la media come conoscenze e passione per lo smanettare, dall'altro confondono la casalinga di Voghera,l'impiegato delle poste di CasalPolicella ecc. ecc.
E se ero speranzoso qualche anno fa' con le varie iniziative di LSB ecc. ora comincio a non esserlo più di tanto.

Vedo quasi più facile l'ascesa di MacOSX che pur blindando SW a HW e proponendo non sempre computer con costi particolarmente allineati, da una parte propone UN sistema operativo che può garantire un certo livello di affidabilità, supporto e robustezza anche nel tempo (le distro oggi ci sono, ma domani?) dato che c'è compagnia da una rendita finanziaria (toccate ferro) piuttosto solida e dall'altra riesce al tempo stesso a fidelizzare i clienti che ha e ad attrarre di nuovi.
Perchè di solito chi passa a Apple difficilmente torna indietro soprattutto ora che le macchine sono Intel-base e ci sono Fusion&co. ad assicurare l'esecuzione di programmi only Wintel
Intervento di Paolo Raviola a.k.a. poveruomo del 25-04-2008 ore 13:41, Asti (AT)
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(98 interventi)
Iscritto il 18-11-2007
Citazione:
Cmq non prendiamo come riferimento le classifiche di Distrowatch...
Certamente, era solo per dare un'indicazione concreta di una sensazione...
Citazione:
Vedo quasi più facile l'ascesa di MacOSX...
Sono d'accordo (anche se non ho mai usato Mac OS X):
a) Microsoft mi sembra in difficoltà. Ammette che il Web, e non più il PC, è il centro del computing, alcuni cominciano a parlare apertamente di fiasco di Vista, forse anche in relazione al SP1, al pre-SP1 e al pre-pre-SP1. Il supporto per XP sembrava dovesse cessare a giugno, ma invece forse continua, ma per quanto? (boh). Inoltre le tribolazioni dell'OOXML non sembrano ancora finite e Microsoft è molto sensibile su questo argomento, visto che riguarda Office, dal quale proviene una bella fetta di fatturato.
b) Per quanto riguarda Linux, come già detto, soffre delle sue nobili origini; per farne un sistema da vendere a tutti, bisogna mettere in piedi un'organizzazione commerciale in grado di rispondere alle richieste dell'utente medio e forse c'è qualcun altro (Apple) più esperto e che lo sa fare meglio.

Una pecisazione: quando nell'articolo dico "...Linux ricadrebbe nell'ombra" intendo dire che potrebbe continuare a essere presente e attivo sui dispositivi embedded, oppure nei grandi progetti di supercomputer, grid-computing, o nella didattica (e tutto questo lo sa fare benissimo), ma, come S.O. desktop di riferimento, sarebbe appunto lontano dalle luci della ribalta (a meno di non trasformarsi in un'altra cosa).
Intervento di Jacopo Cocchi a.k.a. diobrando del 26-04-2008 ore 04:16, Udine (UD)
Barone
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Iscritto il 18-09-2004
Citazione:
[Sono d'accordo (anche se non ho mai usato Mac OS X):
a) Microsoft mi sembra in difficoltà. Ammette che il Web, e non più il PC, è il centro del computing, alcuni cominciano a parlare apertamente di fiasco di Vista, forse anche in relazione al SP1, al pre-SP1 e al pre-pre-SP1. Il supporto per XP sembrava dovesse cessare a giugno, ma invece forse continua, ma per quanto? (boh). Inoltre le tribolazioni dell'OOXML non sembrano ancora finite e Microsoft è molto sensibile su questo argomento, visto che riguarda Office, dal quale proviene una bella fetta di fatturato.

Il problema è proprio quello: MS potrà anche essere in difficoltà ma ciononostante nel suo core business spesso e volentieri non vi sono alternative.
Non essendoci spesso e volentieri reali concorrenti, nonostante le difficoltà nonostante il fatto che Vista sia costato uno sproposito e agli occhi di molti utenti non renda necessario l'upgrade a XP, sono sempre lì e il fatturato cresce di anno in anno pur investendo parecchio in R&D.
Citazione:
b) Per quanto riguarda Linux, come già detto, soffre delle sue nobili origini; per farne un sistema da vendere a tutti, bisogna mettere in piedi un'organizzazione commerciale in grado di rispondere alle richieste dell'utente medio e forse c'è qualcun altro (Apple) più esperto e che lo sa fare meglio.

Una pecisazione: quando nell'articolo dico "...Linux ricadrebbe nell'ombra" intendo dire che potrebbe continuare a essere presente e attivo sui dispositivi embedded, oppure nei grandi progetti di supercomputer, grid-computing, o nella didattica (e tutto questo lo sa fare benissimo), ma, come S.O. desktop di riferimento, sarebbe appunto lontano dalle luci della ribalta (a meno di non trasformarsi in un'altra cosa).

Il discorso è che non basta il marketing, il problema è la filosofia di sviluppo.
Non è la metodologia Open Source che contesto ma il fatto che il sistema del "fork a + non posso" semplicemente frammenti le risorse a disposizione che proprio non avendo alle spalle una solida e ricca company che finanzi i progetti, dovrebbe essere unita e coesa e presentare UN sistema operativo che faccia da immagine al mondo Linux.
A me sembra che Ubuntu sia semplicemente uno dei diversi nomi che si sn alternati e questo non cambierà a mio parere lo stato delle cose nei prossimi anni.
"Libertà di potere, di avere" è un qlc di nobile anche nell'ITC, il problema è che al di là delle belle parole, quando si tratta di fare tutti un passo indietro, sacrificare magari il proprio lavoro per avere un obiettivo commerciale migliore, saltano fuori i propri orticelli e le mille distro che non servono a nessuno, ma proprio a nessuno nemmeno a quelli che sbandierano la GPLv3 come la panacea di tutti i mali (ma sarà curioso sentire Stallman dal vivo)
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