Le tecniche di
spoofing sono ben note ai malintenzionati che circolano su Internet, e consistono essenzialmente nel falsificare un indirizzo IP, in modo da nascondere la propria identità in Rete. Finora non si aveva notizia di manipolazioni di dati in ambito
GPS, ma le cose sono cambiate; fortunatamente i responsabili dell'impresa non sono malfattori, ma quattro ricercatori della
Cornell University, i professori
Paul Kintner e
Mark Psiaki e gli studenti
Todd Hymphreys e
Brent Ledvina.
Essi hanno realizzato
un dispositivo, delle dimensioni di una valigetta, che è in grado di intercettare e modificare i segnali provenienti dal sistema GPS degli Stati Uniti, composto da 31 satelliti in orbita a 12.600 miglia dalla Terra. Il
lavoro è stato presentato al recente meeting
ION GNSS 2008 e il proposito era di dare una dimostrazione del fatto che il sistema
GPS non è così sicuro come si potrebbe credere. Qualcuno comunque aveva già pensato a queste vulnerabilità: un
rapporto del dicembre 2003 dei Los Alamos National Laboratory parla appunto di contromisure da adottare contro questi attacchi.
I ricercatori dicono comunque di poter superare le sette possibili contromisure menzionate nell'articolo di cui sopra, che comunque non erano intese a neutralizzare completamente un attacco, ma solamente a renderlo molto più difficile. Nella dimostrazione si è visto che
il ricevitore "fasullo", posto nelle vicinanze di un dispositivo di navigazione, è in grado di intercettare, modificare, e ritrasmettere i segnali provenienti dalla costellazione di satelliti GPS; gradualmente, il dispositivo "vittima" prende per buoni i segnali contraffatti.
C'è da preoccuparsi? Per ora no, come detto sopra, e come illustra questo disegno, tratto dal sito della
Cornell University, bisogna essere vicini al dispositivo da ingannare, e quindi possiamo ancora fare affidamento sul nostro navigatore satellitare per orientarci in luoghi sconosciuti. Tutt'al più potrebbe costituire un pericolo, almeno dal punto di vista teorico, su un aereo o su una nave al limite delle acque territoriali.
<center>

</center>