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Meglio Android o iPhone per chi sviluppa?
Scritto da Davide Panceri il 01-10-2008 ore 11:47
Intel Parallel Studio XE
Sicuramente è un po' presto per fare un paragone completo, ma è possibile che alcuni programmatori si stiano chiedendo se sia più conveniente investire tempo e altre risorse nella piattaforma mobile di Google oppure in quella di Apple. Un post di Neil McAllister per InfoWorld tenta di fare il punto della situazione basandosi su quello che si sa al momento, e su quello che si può annusare nell'aria per quanto riguarda il futuro.

Naturalmente fare previsioni in questo momento sul futuro dei telefoni mobili è un azzardo, ma quello che emerge è una netta separazione per quanto riguarda lo stile adottato dai due giganti: da una parte abbiamo maggiore apertura, dall'altra un'infrastruttura chiusa ma meglio organizzata e più ricca e promettente.

In dettaglio, programmare per iPhone richiede di avere un computer Apple con processore Intel e Mac OS X Leopard, che ha un suo costo base. Gli strumenti di sviluppo per Mac sono gratuiti e funzionano molto bene, pur essendo limitati al mondo Mac, specie da quando Steve Jobs ha deciso che si può fare a meno di Java. Bisogna essere membri dell'Apple Developer Connection (ADC) e sottoscrivere anche una lunga licenza, piuttosto complessa, oltre a varie clausole di riservatezza. In aggiunta al download delle applicazioni, Apple offre gratuitamente una serie di informazioni ragguardevole, che vanno dai video, alla documentazione, agli esempi di codice. Ma le adesioni professionali al programma si pagano.

In cambio però Apple mette dei severi limiti agli sviluppatori: serve il suo consenso perché un'applicazione per iPhone (e, non va dimenticato, per iPod Touch, un altro segmento di mercato piuttosto promettente) sia messa in vendita tramite il canale ufficiale App Store. Ad esempio, è esplicitamente escluso che possano essere commercializzate applicazioni, che duplicano funzionalità e programmi già esistenti, come ad esempio la posta elettronica, come se si presupponesse che nessuno possa far meglio dei programmatori di Cupertino. Questa scelta ha suscitato, in modo non sorprendente, malumori e dissensi tra gli sviluppatori esterni ad Apple, anche per la scelta di aggiungere una clausola non disclosure o NDA alle comunicazioni con cui un'applicazione viene respinta.

Gli strumenti di sviluppo per Android sono più leggeri da scaricare, non richiedono necessariamente un computer o un sistema operativo specifico, per esempio funzionano anche, ma non solo, su Mac OS X. Questa scelta è piuttosto ovvia, e in ogni caso Google non ha mai esitato a usare strumenti offerti dalla concorrenza effettiva e potenziale, dai programmi di office automation fino al motore di Chrome. Oltre a Eclipse è possibile utilizzare anche NetBeans, grazie al progetto Undroid. Gli sviluppatori sembrano avere una maggiore libertà, e non esistono al momento vincoli sulle applicazioni prodotte. Va ricordato comunque che il telefono di cui si parla non è ancora in circolazione, quindi alcuni aspetti del contratto con gli sviluppatori sono ancora da scrivere.

Il futuro del mercato, per quanto riguarda telefonia e applicazioni mobile, è ancora molto incerto. Negli ultimi tempi Apple sembra aver preso una posizione dominante, ma la concorrenza si sta muovendo e qualcosa potrebbe cambiare, prima o dopo. Probabilmente è ancora presto per scegliere, e anche se oggi la programmazione per iPhone può dare grosse soddisfazioni economiche, a lungo termine potrebbe essere rischioso investire in una sola direzione, anche perché esistono, oltre agli outsider, altri concorrenti agguerriti come Windows Mobile e Java ME di cui tener conto. Più che bravura, per una scelta redditizia potrebbe servire parecchia fortuna.
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Intervento di Davide Panceri a.k.a. davidepanceri del 06-10-2008 ore 18:37, Milano (MI)
Barone
Barone
(232 interventi)
Iscritto il 13-09-2004
A quanto sembra non hanno ancora terminato i lavori, vedremo casa ne uscirà, e quando

http://www.jaiphon.com/
Citazione:
Tempo fa avevo segnalato JaiPhone ( http://www.programmazione.it/index.php?entity=eitem&idItem=40041 )... bisognerebbe capire come stanno le cose a livello di permessi da parte di Apple...
Intervento di Filippo Fadda a.k.a. dedalo del 07-01-2009 ore 01:24, Capriata d'orba (AL)
Duca
Duca

(1961 interventi)
Iscritto il 03-04-2001
Io dico soltanto una cosa: sull'AppStore di Apple vi sono oltre 10.000 applicazioni, alcune delle quali estremamente complesse da realizzare, compresi videogame con grafica in 3D eccezionali ed altri che utilizzano l'accelerometro ed il touchscreen in maniera davvero creativa.
Quello che fa di iPhone un prodotto eccezionale è l'App Store, non certo le caratteristiche intrinseche del telefono, di cui si possono trovare decine di cloni, magari anche più innovativi, con più memoria, una fotocamera migliore e via discorrendo.
Se nell'App Store di Apple vi sono così tante applicazioni, sviluppate in un così breve tempo, significa che gli strumenti ed il supporto forniti da Apple non sono soltanto buoni, ma sono eccellenti. I numeri parlano da soli.
Tutto il resto? Soltanto parole. Sento spesso parlare di telefoni concorrenti, sulla carta migliori, ma Nokia per esempio, ancora adesso un repository per la gestione delle applicazioni, con un sistema di update così avanzato, non se lo sogna neppure. I confronti si potranno fare in futuro, per il momento iPhone è un altro pianeta.
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