Grazie ai recenti studi ed alle nuove scoperte compiute in campo nanotecnologico, presto si potrà iniziare a far uso di pompe microscopiche, motori ed altre macchine per curare alcuni malattie in campo medico. La domanda che, però, sorge spontanea è come faranno i potenziali pazienti a spegnere ed accendere i dispositivi, che verranno inseriti nei loro corpi, qualora ce ne fosse la necessità.
Per ora gli scienziati stanno pensando di far ricorso ad un
segnale elettrico esterno al fine di controllare un dispositivo meccanico su scala atomica con un metodo che ricorda quasi le palline dei flipper. Del resto, costruire meccanismi così piccoli comporta il non poter esercitare su di essi un controllo preciso e soprattutto comodo, questo perché di certo non si può far uso dei comuni interruttori come, invece, si è soliti fare con gli apparecchi macroscopici.
La ricerca orientata a questo metodo ha visto dei test riguardanti la
costruzione e la crescita su un wafer di un cristallo di germanio, che è in grado di rispondere correttamente a degli impulsi che simulano degli stimoli di on ed off. L'invio di questi particolari segnali elettrici fanno venire in mente le palline del flipper che vanno e vengono da una parte all'altra del quadro quando sono spinte con forza dalle pinne.
In effetti,
i segnali rimbalzano all'interno del materiale andando avanti ed indietro con l'intento di generare dei particolari input in grado di modificare il comportamento delle coppie di atomi che, a seconda del picco di corrente e della distanza, producono un effetto di
attivazione o
spegnimento nel dispositivo.