Intercettare i tasti premuti sulla tastiera di un PC è abbastanza facile; appositi programmi sono in grado di catturare tutte le battute, sia per motivi leciti, sia per scopi illeciti, come l'intercettazione di password e informazioni riservate. Ma, tutto sommato, bisogna comunque installare del software sulla macchina "vittima", e questo rappresenta una difficoltà: o si ha l'accesso fisico al computer, oppure bisogna indurre l'utente a installare il programma di cattura dati; quello che hanno fatto
Martin Vuagnoux e
Sylvain Pasini, ricercatori del
Security and Cryptography Laboratory (LASEC), è ben altra cosa.
Essi sono partiti dal principio che
le tastiere, contenendo componenti elettronici, emettono onde elettromagnetiche, che possono essere intercettate. Nonostante questo rischio fosse già noto, nessuno, fino ad ora, era stato in grado di sfruttare questa debolezza. Per analizzare le radiazioni emesse, si può usare un ricevitore sintonizzato su una ben precisa frequenza, ma questo approccio non è comunque ottimale, perché vengono perse molte informazioni.
La tecnica usata dai due ricercatori consiste nell'acquisire il segnale direttamente dall'antenna ricevente e lavorare sull'intero spettro delle frequenze catturate. Sono stati scoperti 4 diversi metodi per intercettare i tasti premuti fino a una distanza di 20 metri, e anche attraverso i muri. Le tastiere sono di 11 modelli diversi, acquistate tra il 2001 e il 2008, connesse tramite PS/2 o USB, oppure tastiere di laptop; tutte sono vulnerabili ad almeno uno degli attacchi.
L'emissione elettromagnetica è dovuta anche al necessario risparmio sui costi dei materiali utilizzati nella costruzione; i ricercatori dicono che i loro attacchi possono essere significativamente migliorati, poiché le attrezzature usate sono a basso costo. Il lavoro verrà pubblicato a breve e conterrà ulteriori informazioni; intanto si possono vedere questi
due videoclip.