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WCAG 2.0, nuova era per l'accessibilità del Web
Scritto da Francesco Corsentino il 16-12-2008 ore 08:10
Intel Software
La versione 1.0 di WCAG è datata 1999, quindi questa nuova giunge dopo circa 10 anni durante i quali Internet, il Web e le tecnologie sono profondamente cambiate. Finalmente si è giunti ad una versione che a una prima lettura appare matura, precisa e molto chiara, soprattutto aderente a quelle che sono le nuove condizioni in cui si muovono le moderne applicazioni Internet. Stiamo parlando di accessibilità e dell'uscita della nuova versione delle WCAG, di principi che garantiscono una fruizione semplice e pratica dei contenuti e delle applicazioni sul Web.

Si attendeva da tempo il nuovo documento e il gruppo di studio che lo ha redatto ha dovuto faticare non poco prima di mettere a punto le nuove regole. Cosa è cambiato rispetto alla precedente versione? Almeno superficialmente si nota l'utilizzo del termine contenuti, affiancato costantemente alla parola interfacce a sottolineare come il Web si sia arricchito non soltanto di pagine statiche o contenuto puramente testuale, ma di documenti dinamici e interattivi.

E' da sottolineare il fatto che le WCAG in qualche modo prescrivano quali siano le buone regole per progettare interfacce web, cui ogni dispositivo e tipologia di utente può accedere senza troppi problemi, anzi senza alcun problema; altrettanto importante il fatto che le WCAG tocchino ogni aspetto del web development, comprese le ultimissime novità circa la tecnologia AJAX e le librerie avanzate per JavaScript.

Nel gruppo di lavoro del W3C c'è un pezzo di Italia, con l'ottimo supporto da parte di IWA e in particolare del suo presidente Roberto Scano. Proprio quest'ultimo, sottolinea nel suo blog l'importanza e l'impatto che questo nuovo documento può avere e in parte ha già avuto nel panorama internazionale.

Moltissime aziende hanno iniziato a studiare per bene le specifiche e si registrano già attività di revisione di alcuni tool: per citarne alcune, Yahoo! ha dichiarato di voler mettere a punto le proprie Yahoo User Interfaces per uniformarsi alle WCAG 2.0, e alla società che fu di Jerry Yang si è accodata Google, con i suoi numerosi web tool, e Microsoft con Silverlight. Se queste società mostrano interesse attivo per le WCAG allora il successo delle nuove specifiche potrà dirsi scontato. C'è infatti enorme bisogno di far capire alla gente e specialmente ai costruttori del Web che le specifiche WCAG non sono accessorie, ma essenziali; bisogna sfatare alcuni miti: le WCAG non limitano la fantasia e la creatività, ma aiutano gli utenti e i dispositivi ad accedere alle informazioni sfruttando la potenza dei loro applicativi e contenuti.

In conclusione, il lavoro di rifinitura effettuato dagli uffici del W3C è poderoso. Al di là di critiche, che adesso sembrano gratuite e superficiali, i concetti sono intelligenti. In un mondo costantemente e inesorabilmente connesso, dove Internet ha assunto un ruolo dominante, l'accesso alle informazioni è un punto critico. Garantire tale accesso a tutte le tipologie di utenti e ad ogni forma di dispositivo non è semplicemente un desiderio, ma un dovere da parte di tutti i progettisti che lavorano sul Web. La strada è stata tracciata, sta a noi imboccare la corretta via.
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