La
versione 1.0 di WCAG è datata 1999, quindi questa nuova giunge dopo circa 10 anni durante i quali Internet, il Web e le tecnologie sono profondamente cambiate.
Finalmente si è giunti ad una versione che a una prima lettura appare matura, precisa e molto chiara, soprattutto aderente a quelle che sono le nuove condizioni in cui si muovono le moderne applicazioni Internet. Stiamo parlando di accessibilità e dell'uscita della
nuova versione delle WCAG, di principi che garantiscono una fruizione semplice e pratica dei contenuti e delle applicazioni sul Web.
Si attendeva da tempo il nuovo documento e il gruppo di studio che lo ha redatto ha dovuto faticare non poco prima di mettere a punto le nuove regole. Cosa è cambiato rispetto alla precedente versione? Almeno superficialmente si nota l'utilizzo del termine
contenuti, affiancato costantemente alla parola
interfacce a sottolineare come il Web si sia arricchito non soltanto di pagine statiche o contenuto puramente testuale, ma di documenti dinamici e interattivi.
E' da sottolineare il fatto che le
WCAG in qualche modo prescrivano quali siano
le buone regole per progettare interfacce web, cui ogni dispositivo e tipologia di utente può accedere senza troppi problemi, anzi senza alcun problema; altrettanto importante il fatto che le
WCAG tocchino ogni aspetto del web development, comprese le ultimissime novità circa la tecnologia
AJAX e le librerie avanzate per JavaScript.
Nel gruppo di lavoro del
W3C c'è un
pezzo di Italia, con l'ottimo supporto da parte di
IWA e in particolare del suo presidente
Roberto Scano. Proprio quest'ultimo,
sottolinea nel suo blog l'importanza e l'impatto che questo nuovo documento può avere e in parte ha già avuto nel panorama internazionale.
Moltissime aziende hanno iniziato a studiare per bene le specifiche e si registrano già attività di revisione di alcuni tool: per citarne alcune,
Yahoo! ha dichiarato di voler mettere a punto le proprie
Yahoo User Interfaces per uniformarsi alle
WCAG 2.0, e alla società che fu di
Jerry Yang si è accodata
Google, con i suoi numerosi web tool, e
Microsoft con
Silverlight. Se queste società mostrano interesse attivo per le
WCAG allora il successo delle nuove specifiche potrà dirsi scontato. C'è infatti enorme bisogno di far capire alla gente e specialmente ai
costruttori del Web che le specifiche
WCAG non sono accessorie, ma essenziali; bisogna sfatare alcuni miti: le
WCAG non limitano la fantasia e la creatività, ma aiutano gli utenti e i dispositivi ad accedere alle informazioni sfruttando la potenza dei loro applicativi e contenuti.
In conclusione, il lavoro di rifinitura effettuato dagli uffici del
W3C è poderoso. Al di là di critiche, che adesso sembrano gratuite e superficiali, i concetti sono intelligenti. In un mondo costantemente e inesorabilmente connesso, dove Internet ha assunto un ruolo dominante, l'accesso alle informazioni è un punto critico. Garantire tale accesso a tutte le tipologie di utenti e ad ogni forma di dispositivo non è semplicemente un desiderio, ma un dovere da parte di tutti i progettisti che lavorano sul Web. La strada è stata tracciata, sta a noi imboccare la corretta via.