Programmazione.it v6.2
Ciao, per farti riconoscere devi fare il login. Non ti sei ancora iscritto? Che aspetti, registrati adesso!
Info Pubblicità Collabora Autori Sottoscrizioni Preferiti Bozze Scheda personale Privacy Archivio Libri Corsi per principianti Chat Forum
Linux, una possibile soluzione alla crisi economica
Scritto da Francesco Corsentino il 07-04-2009 ore 11:25
In un periodo in cui la crisi economica, che ha investito il mondo intero, non accenna a recedere, le aziende sono costrette a varare piani salva-bilancio. Uno dei fattori di intervento riguarda senza dubbio i costi delle ICT, in particolare della architetture informatiche che le aziende utilizzano nel loro lavoro.

Negli ultimi anni ciò risulta vero per ogni settore produttivo e non riguarda più soltanto le aziende che operano specificatamente nel settore informatico. Per investigare e capire quali possibili soluzioni le aziende potrebbero adottare nel prossimo futuro, se non nell'immediato presente, Novell ha sponsorizzato una interessate indagine, che ha coinvolto centinaia di imprese mondiali e manager di tutti i livelli e operanti in svariati settori. I risultati sono stati presentati dalla prestigiosa IDC in un white paper liberamente consultabile.

Il focus dell'indagine è la possibilità che le aziende possano migrare definitivamente al sistema operativo Linux, creato agli inizi degli anni '90 da Linus Torvalds. Si è sempre e vagamente parlato di Linux come piattaforma applicativa per le aziende, in particolare di un suo utilizzo in ambito desktop, ma i numeri non hanno poi quasi mai confermato quelle che in fondo erano idee e speranze del mondo Open Source.

Adottare Linux significa principalmente poter abbattere i costi di licenze necessari per equipaggiare i laboratori e le postazioni di lavoro con l'attuale software proprietario. Al contempo, tale riduzione dei costi permette comunque di raggiungere ottimi livelli di produttività, grazie alla crescita qualitativa delle applicazioni disponibili e di una varietà di prodotti. Dobbiamo però rilevare come la mancanza di un adeguato supporto e società di consulenza rappresenti un grosso limite alla migrazione delle aziende verso il software open source.

Tuttavia, pare essere stato superato il senso di scarsa affidabilità verso i prodotti destinati al sistema Linux, grazie al buon lavoro di sviluppo svolto da società operanti in tale settore e alla crescita di tutto il fenomeno Open Source a livello mondiale. Basti pensare ai titoli più importanti in grado di fronteggiare le soluzioni commerciali (alcune costosissime): Linux continua a primeggiare in ambito server e nei servizi di rete, ma la novità assoluta che IDC sottolinea è il crescente impiego della piattaforma libera in ambito desktop.

La pubblica amministrazione e la scuola (non solo le università) possono fare da traino per tutte le aziende ancora indecise e timorose: in particolare, numerosi uffici della P.A. hanno felicemente adottato Linux registrando importanti risparmi economici e ottimi livelli di produttività. A questi aggiungiamo pure la buona esperienza di molte piccole aziende, le quali, giocoforza costrette a ridurre drasticamente le spese per le licenze di applicazioni e sistemi, hanno deciso di passare a Linux.

Se le prospettive della IDC saranno rispettate, nel prossimo futuro vedremo un mercato delle applicazioni e dei sistemi sempre più centrato sulle soluzioni open source. In Italia registriamo un timido movimento e la nascita di ottime società di consulenza: su tutte citiamo l'ottimo lavoro di Truelite, che opera in Toscana ed è partner tecnologico del progetto FUSS, uno dei fiori all'occhiello del nostro Paese in materia di software libero.
Precedente: Editor WYSIWYG per applicazioni Zend Framework based
Successiva: Nove plug-in jQuery per i menu (1/2)
Commenti:  Primi  «  Meno recenti  «  21 - 26 di 26
Intervento di repaco del 07-06-2009 ore 00:58
Plebeo
Plebeo
(2 interventi)
Iscritto il 07-06-2009
Ciao a tutti, con un po' di ritardo vorrei aggiungere le mie considerazioni. Lavoro nel settore IT di una grande azienda italiana. Abbiamo di tutto (Main Frame, Unix, Windows, etc.), ho quindi modo di toccare con mano nella quotidianità le cose. Uso linux a casa da circa 5 anni, più per curiosità che per altro. Ormai ho preso dimestichezza nello smanettare il sistema.
Per l'uso domestico vi assicuro che è un inferno iniziare. L'utente Windows usa il sistema, l'utente Linux invece passa il tempo a gestirlo. Finché installi una distro e usi il browser usando però un attacco Lan Ethernet va tutto più o meno bene (a parte che vedi molte pagine web sbilenche, tutti i siti sono ottimizzati per explorer), ma già se devi installare una stampante o vedere un DVD oppure usare una videocamera per fare editing inizia il calvario (non parliamo poi delle connessioni WiFi, se vanno al primo colpo sei miracolato).
Sebbene gli utenti Linux sostengano che il sistema sia tecnicamente più pulito, in realtà tutti i progetti Open Source tendono a riutilizzare librerie fatte da altri, morale installando più pacchetti applicativi hai il sistema inondato di porcherie. Questo è particolarmente vero per le applicazioni Gnome style, mentre per quelle KDE la cosa è più mitigata.
L'usabilità dei programmi office è anni luce lontana da MS Office. Totale assenza poi di RAD per lo sviluppo di applicazioni. Visual Studio ha tutto quello che serve (Form Designer, report generator, etc. etc.) su linux il deserto. Solo QT Software (ex Trolltech ora di Nokia) propone una specie di RAD, ma gli manca il report generator "lo devi CODIFICARE A MANO...e siamo nel 2009!!!".
Il mondo linux è pieno di sviluppatori open source che ci mettono l'anima, sono anche geniali, ma non tengono in considerazione l'usabilità.
Per un'azienda passare a Linuz significa non pagare le licenze del software di base, ma strapagare consulenza per lo sviluppo di pacchetti gestionali, perché mancano gli strumenti di sviluppo RAD quali Visual Studio e strapagare gli interventi per reggere il sistema.
Finchè si usano le macchine some server (files, DB, Web, etc.) può ancora funzionare, ma come client ci si fa del grosso male.
Nessun pasto è gratis.
Intervento di Cesare Di Mauro a.k.a. cdimauro del 07-06-2009 ore 08:58, San gregorio di catania (CT)
Conte
Conte
(747 interventi)
Iscritto il 22-05-2008
Infatti quello delle licenze è soltanto uno spauracchio, visto che si ignorano i seguenti fatti:
- esistono pacchetti di licenze che riducono sensibilmente i costi delle singole;
- NON si comprano licenze OGNI anno, ma la loro spesa è ammortizzata nell'arco degli ANNI in cui verranno usate;
- le licenze sono soltanto UN costo;
- il tempo speso per utilizzare un sistema ha un suo "costo".

Non a caso quando si devono fare dei bilanci si parla di TCO e non del solo costo delle licenze.

Detto ciò, condivido pienamente quello che hai detto.
Intervento di Francesco Corsentino a.k.a. kikoweb del 07-06-2009 ore 09:14, Pisa (PI)
Nobile
Nobile

(79 interventi)
Iscritto il 07-04-2007
cdimauro ha scritto:
Infatti quello delle licenze è soltanto uno spauracchio, visto che si ignorano i seguenti fatti:
- esistono pacchetti di licenze che riducono sensibilmente i costi delle singole;
- NON si comprano licenze OGNI anno, ma la loro spesa è ammortizzata nell'arco degli ANNI in cui verranno usate;
- le licenze sono soltanto UN costo;
- il tempo speso per utilizzare un sistema ha un suo "costo".

Non a caso quando si devono fare dei bilanci si parla di TCO e non del solo costo delle licenze.

Detto ciò, condivido pienamente quello che hai detto.

Sulle licenze sono pienamente d'accordo con te. Più che di bilancio e più che economico, il problema credo sia di cultura. Ancora molto c'è da fare, da imparare e sperimentare. Al contrario che in USA e in altri paesi, il nostro fa fatica a comprendere fenomeni quali OutSourcing e ASP, cioè attività e concetti che portano solo benefici e consentono, a medio-lungo termine di risparmiare un pò di soldi, migliorando forse le attività incentrate sulle ICT, appunto.

Boh, io il discorso su Linux, ammetto, l'ho buttato lì, andando dietro a quelle che sono state le considerazioni "di parte". E' una mezza verità, su cui però vale la pena di indagare.
Intervento di Cesare Di Mauro a.k.a. cdimauro del 07-06-2009 ore 09:25, San gregorio di catania (CT)
Conte
Conte
(747 interventi)
Iscritto il 22-05-2008
Hai fatto benissimo perché, quanto meno, se ne parla, e questo lo trovo molto importante.

Poi ognuno, da buon professionista, farà le proprie valutazioni.
Intervento di matteooooo del 07-06-2009 ore 09:27
Cavaliere
Cavaliere
(127 interventi)
Iscritto il 04-05-2001
Citazione:
Al contrario che in USA e in altri paesi, il nostro fa fatica a comprendere fenomeni quali OutSourcing e ASP, cioè attività e concetti che portano solo benefici e consentono, a medio-lungo termine di risparmiare un pò di soldi, migliorando forse le attività incentrate sulle ICT, appunto.

per quanto riguarda il discorso Outsourcing ne potremmo anche parlare perchè in ambiti medio grossi l'Outsourcing ti fa risparmiare denaro ma di contro rende i sistemi assai meno efficenti...

Purtroppo anche nell'IT siamo soggetti a mode...
Intervento di repaco del 08-06-2009 ore 00:31
Plebeo
Plebeo
(2 interventi)
Iscritto il 07-06-2009
matteooooo ha scritto:
Citazione:
Al contrario che in USA e in altri paesi, il nostro fa fatica a comprendere fenomeni quali OutSourcing e ASP, cioè attività e concetti che portano solo benefici e consentono, a medio-lungo termine di risparmiare un pò di soldi, migliorando forse le attività incentrate sulle ICT, appunto.

per quanto riguarda il discorso Outsourcing ne potremmo anche parlare perchè in ambiti medio grossi l'Outsourcing ti fa risparmiare denaro ma di contro rende i sistemi assai meno efficenti...

Purtroppo anche nell'IT siamo soggetti a mode...

Non risparmi proprio niente. Nelle aziende grosse,molto sbilanciate sul settore IT (es aziende di servizi), l'outsourcing è un costo tremendo. Faccio sempre questo esempio: il commercialista a casa non lo assumi a stipendio perché ti fa la tua dichiarazione una volta l'anno, ma se sei tu il titolare di uno studio di commercialisti, ecco che i commercialisti li assumi perché conviene dargli uno stipendio invece che pagarli come liberi professionisti.
Visto che le grandi aziende tutti i giorni dell'anno modificano i sistemi, se vogliono risparmiare è bene che assumano. Ho visto consulenti esterni programmatori COBOL in azienda per 20 anni pagati (alla ditta ovviamente) 5 volte uno stipendio ordinario. C'è l'illusione di avere meno problemi con il personale, peccato che poi assumi i controllori.
Commenti:  Primi  «  Meno recenti  «  21 - 26 di 26
Copyright Programmazione.it™ 1999-2009. Alcuni diritti riservati. Testata giornalistica iscritta col n. 569 presso il Tribunale di Milano in data 14/10/2002. Pagina generata in 0.767 secondi. Sito ottimizzato per Mozilla Firefox. Powered by Kyron.