In un periodo in cui la crisi economica, che ha investito il mondo intero, non accenna a recedere, le aziende sono costrette a varare piani salva-bilancio. Uno dei fattori di intervento riguarda senza dubbio i costi delle ICT, in particolare della architetture informatiche che le aziende utilizzano nel loro lavoro.
Negli ultimi anni ciò risulta vero per ogni settore produttivo e non riguarda più soltanto le aziende che operano specificatamente nel settore informatico. Per investigare e capire quali possibili soluzioni le aziende potrebbero adottare nel prossimo futuro, se non nell'immediato presente,
Novell ha sponsorizzato una interessate
indagine, che ha coinvolto centinaia di imprese mondiali e manager di tutti i livelli e operanti in svariati settori. I risultati sono stati presentati dalla prestigiosa
IDC in un
white paper liberamente consultabile.
Il focus dell'
indagine è
la possibilità che le aziende possano migrare definitivamente al sistema operativo Linux, creato agli inizi degli anni '90 da
Linus Torvalds. Si è sempre e vagamente parlato di Linux come piattaforma applicativa per le aziende, in particolare di un suo utilizzo in ambito desktop, ma i numeri non hanno poi quasi mai confermato quelle che in fondo erano idee e speranze del mondo Open Source.
Adottare Linux significa principalmente poter abbattere i costi di licenze necessari per equipaggiare i laboratori e le postazioni di lavoro con l'attuale software proprietario. Al contempo, tale riduzione dei costi permette comunque di
raggiungere ottimi livelli di produttività, grazie alla crescita qualitativa delle applicazioni disponibili e di una varietà di prodotti. Dobbiamo però rilevare come
la mancanza di un adeguato supporto e società di consulenza rappresenti un grosso limite alla migrazione delle aziende verso il software open source.
Tuttavia,
pare essere stato superato il senso di scarsa affidabilità verso i prodotti destinati al sistema Linux, grazie al buon lavoro di sviluppo svolto da società operanti in tale settore e alla crescita di tutto il fenomeno Open Source a livello mondiale. Basti pensare ai titoli più importanti in grado di fronteggiare le soluzioni commerciali (alcune costosissime):
Linux continua a primeggiare in ambito server e nei servizi di rete, ma la novità assoluta che IDC sottolinea è il crescente impiego della piattaforma libera in ambito desktop.
La pubblica amministrazione e la scuola (non solo le università) possono fare da traino per tutte le aziende ancora indecise e timorose: in particolare, numerosi uffici della P.A. hanno felicemente adottato Linux registrando importanti risparmi economici e ottimi livelli di produttività. A questi aggiungiamo pure la buona esperienza di molte piccole aziende, le quali, giocoforza costrette a ridurre drasticamente le spese per le licenze di applicazioni e sistemi, hanno deciso di passare a Linux.
Se le prospettive della
IDC saranno rispettate, nel prossimo futuro vedremo un mercato delle applicazioni e dei sistemi sempre più centrato sulle soluzioni open source.
In Italia registriamo un timido movimento e la nascita di ottime società di consulenza: su tutte citiamo l'ottimo lavoro di
Truelite, che opera in Toscana ed è partner tecnologico del progetto
FUSS, uno dei fiori all'occhiello del nostro Paese in materia di software libero.