Come si fa un blog 2.0? Domanda inutile di questi tempi, tutti ne abbiamo uno grazie alle piattaforme online, che rendono immediata la creazione e la gestione di questi
media.
In realtà la domanda nasconde un trabocchetto: un blog è facile da costruire e da gestire, un po’ meno facile è creare un blog che sia “professionale”, ben organizzato, che possa aprire la strada a una vera e propria attività lucrativa e che rispecchi la filosofia 2.0 del Web.
Se un testo come quello di
Alberto D’Ottavi e
Tommaso Sorchiotti è giunto alla seconda edizione, quindi, un motivo ci sarà: ciò a conferma del fatto che non è poi tanto scontato creare un blog personale e tanto meno realizzarne uno funzionale, o meglio ancora di successo.
Questo lavoro a quattro mani non è forse un testo tradizionale, ma
una miniguida ai fondamenti del blog: il target non è sicuramente quello avanzato di chi ha un blog in pieno regime di pubblicazioni e di lettori, ma il suo contenuto è destinato a chi vuole usare questo strumento online, ma non sa da dove iniziare.
Così gli autori cominciano dalle origini del blog, con una breve introduzione storica passando dalle parti di Google, per arrivare a
popolare la Rete: è importante allora conoscere la struttura di un blog, la sua terminologia tecnica, gli strumenti che corroborano questo mezzo di comunicazione (RSS e
blogroll) e soprattutto l’importanza dei link, dei
trackback, dei contenuti
embedded. Una piccola nota a pie’ di pagina del secondo capitolo, riporta il
link da visitare per conoscere il PageRank di un sito, al cui concetto è dedicato un paragrafo.
Per avviare un blog serve una piattaforma che lo ospiti e che ne consenta l'aggiornamento. Il terzo capitolo di questo libricino è una
carrellata delle più importanti piattaforme, servizi online e software per la creazione e gestione di un blog. Molti screenshot e indirizzi internet dovrebbero aiutare nella scelta. Ampio spazio è dedicato a
Wordpress, sia come servizio online, che come software; è anche descritta la sua installazione in locale, il suo utilizzo e la personalizzazione del layout.
Il capitolo quarto è una piccola introduzione agli
aggregatori e ai
motori specializzati nella ricerca dei blog; segue un breve capitolo sui contenuti di un blog, all’interno del quale risulta particolarmente ben inserito nel discorso il paragrafo intitolato
“Non regole, consigli”. Qui troviamo una piccola
serie di raccomandazioni per affrontare il problema dello stile:
il consiglio principale, nonostante possa sembrare scontato, è quello di essere onesti, scrivono gli autori, che a seguire consigliano di mettere passione nei post, di trovare uno stile proprio, di dare regolarità alle pubblicazioni, di esporre i concetti in maniera chiara, di curare l'aspetto grafico del blog e di
accendere la comunicazione, stimolando i commenti e le discussioni.
Il sesto capitolo è quello che, a mio avviso, risulta più interessante per lettori intermedi: una volta creato il blog, bisogna “lanciarlo” nella Rete, ovvero sponsorizzarlo, metterlo in mostra, fare in modo che venga conosciuto. Sono perciò elencati una serie di servizi, che spaziano da Technorati a Delicious, ai widget di
Wordpress.
I capitoli successivi sono dedicati alla
multimedialità, cioè all’inserimento di immagini e video da siti come Flickr o YouTube, e alle
forme particolari di blogging, come quello di Twitter o Tumblr. Una piccola sezione è riservata anche ai social network: Facebook, Linkedin
et alias.
La frase di
Loic Le Meur -
I giornalisti e i blogger stanno occupando gli stessi spazi e l’immaginario delle persone e stanno indirizzando lo stesso bisogno: l’informazione - rende bene l’idea del capitolo dedicato al blog professionale: la separazione fra giornalismo e comunicazione via blog non è più così netta e allo stesso modo
è pensabile che un blog professionale possa tradursi in una attività economica. E in quest’ultima ottica, un brevissimo passo si occupa dei
vantaggi e delle criticità del blog aziendale.
L'ultimo capitolo è solo una
proiezione dei possibili sviluppi del blog, introducendo anche il trend che vede i cellulari impiegati anche in questa nuova attività.
Un’appendice contiene un glossario dei principali termini utilizzati nel mondo del blog.
Questo piccolo volume, che sta praticamente in una mano, può
essere un valido aiuto soprattutto a livello didattico; mi viene da pensare infatti che una sua collocazione adeguata potrebbero essere proprio i banchi della scuola media inferiore e superiore, per dare ai ragazzi una guida più professionale al blog di quanto non lo sia il passa-parola dei coetanei.
Non è sicuramente questo il libro adeguato per un utente medio-alto: non vi è nulla che abbia a che fare con il codice o con linguaggi di programmazione per il Web e purtroppo anche la leggibilità del testo non è ottimale, anche se la colpa non si può addossare agli autori: il carattere di stampa è piuttosto piccolo e si riduce ulteriormente nelle note; le immagini, oltre a essere davvero di dimensioni ridotte, sono tutte in bianco e nero.

Il testo è semplice per un pubblico alle prime armi: c’è tutto quello che consente di creare e gestire un blog, non mancano suggerimenti utili e qualche
dritta per evitare gli errori grossolani.

Il testo non è adatto al lettore esperto e, come anticipato, il carattere non agevola la lettura e le immagini sono tutte piccole e in bianco e nero.