Prima di testare in laboratorio un nuovo farmaco, gli scienziati creano dei modelli per simulare il comportamento delle molecole quando interagiscono con le proteine o altri elementi biochimici. Si tratta insomma di
riprodurre un processo naturale in un algoritmo, in modo da poter calcolare gli effettivi esiti di certe reazioni attraverso un computer.
Questa simulazione è chiamata docking ed è terribilmente impegnativa a livello di computazione, vista l'incredibile quantità di connessioni e interazioni possibili fra molecole. È quindi necessario l'uso di supercomputer, che tuttavia possono avere lunghe liste di attesa e che comunque sono estremamente costosi da utilizzare per lunghi periodi di tempo.
Per superare queste difficoltà
Michela Taufer dell'
Università del Delaware ha sviluppato il progetto
Docking@Home per raccogliere
volontari che donino le capacità di calcolo dei loro computer quando questi non sono direttamente utilizzati.
La “donazione” avviene tramite il software open source
BOINC (Berkeley Open Infrastructure for Network Computing), creato dall’
Università della California. E' possibile
scaricare l'applicazione che ci
connetterà ai server dedicati al progetto e che attiverà automaticamente il calcolo e la trasmissione dei dati.
Attualmente ci sono già seimila volontari nel mondo, che hanno aderito all'iniziativa riuscendo a completare, secondo le stime di
Taufer, trentamila simulazioni al giorno. Lo stesso software viene impiegato anche da altri progetti, fra cui il più famoso è probabilmente
SETI@Home, il cui obiettivo è la ricerca di segnali di vita intelligente provenienti dallo spazio.