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Una panoramica sul funzionamento degli alimentatori per computer (1/3)
Scritto da Rocco Galati il 22-10-2009 ore 11:18
L'alimentatore è uno dei componenti essenziali per il funzionamento di qualsiasi personal computer: è grazie a questo dispositivo, infatti, che le periferiche possono inizializzarsi e operare nel modo corretto.

La sua meccanica è molto semplice e basata su due fasi: tramite un processo di trasformazione, la tensione in ingresso, proveniente dalla comune rete domestica, viene ridotta e ripartita in valori più bassi, per poi essere successivamente raddrizzata in tensione continua.

Generalmente, le uscite in tensione offerte da un alimentatore sono dell'ordine dei 12 V, destinate al supporto della scheda madre e dei dispositivi dotati di motore interno, come le ventole e i lettori di dischi, oltre alle uscite da 3.3 V e da 5 V pensate, invece, per alimentare i vari circuiti digitali presenti nel calcolatore.

Inoltre, gli alimentatori sono dotati di un circuito aggiuntivo, che permette al sistema operativo di intervenire sulla sua accensione e sul suo spegnimento semplicemente inviando un segnale elettrico, così come avviene anche con la pressione del pulsante di avvio che porta, all'ingresso del circuito controllore, una tensione di 5 V, che comunica la commutazione dallo stato attuale verso il suo duale.

La caratteristica più importante di un alimentatore è la potenza massima che è in grado di offrire una volta raggiunto il suo regime di funzionamento. Fisicamente, la potenza erogata da un dispositivo può essere espressa come il prodotto scalare della sua corrente per la tensione. Alla luce di ciò, è bene leggere attentamente i dettagli tecnici dell'alimentatore che si vuole comprare, per evitare di acquistarne uno che non è in grado di offrire l'adeguato supporto energetico a tutte le periferiche in uso; si consideri che di base, all'uscita da +5 V è associata una corrente da 30 A, mentre per quella da +12 V è riportata una corrente di 12 A.

Effettuando una banale sommatoria dei prodotti corrente/tensione per ogni uscita si arriva a ottenere una stima sulla reale potenza erogata dall'alimentatore; bisogna, però, notare che è sempre consigliabile sceglierne uno che fornisca una potenza maggiore di quella richiesta perché il rendimento reale non è mai pari al 100% di quello teorico, cioè di quello dichiarato.

Il circuito di trasformazione è comandato da un segnale a forma d'onda rettangolare, detto duty-cycle, che a seconda del suo valore, valutato in percentuale, varia la potenza erogata: questo significa che un alimentatore da 350 W non funzionerà mai a tale potenza, ma si adatterà in base al consumo richiesto, raggiungendo generalmente picchi massimi pari a un terzo del fondo scala disponibile.
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