E' possibile ora esaminare nel dettaglio il
pinout di un connettore video
VGA maschio: come detto i pin presenti
sono 15, organizzati su 3 file e numerati per comodità da 1 a 5 sulla prima riga, da 6 a 10 sulla seconda e da 11 a 15 sulla terza.
Così definiti, i primi 3 pin trasportano i segnali rosso, verde e blu, i pin 5 e 10 trasportano la connessione di terra, il 6, il 7 e l'8 trasportano il ritorno dei segnali RGB, il 12 i dati del
bus I2C, il 13 la sincronia orizzontale, il 14 quella verticale e il 15 il clock del
bus I2C. Per avere il
pinout della femmina basta ovviamente invertire la numerazione delle singole righe.
I segnali RGB sono analogici a 0,7 V picco-picco, con un carico di 75 ohm. Tutti gli altri segnali sono digitali, con livelli
TTL (Transistor Transistor Logic), quindi alimentate a 5 V.
I primi monitor
VGA possedevano un ingresso sia analogico che digitale: mentre il primo era in grado di riprodurre tutte le sfumature di colore (funzionamento analogo all'RGB di una
presa SCART), il formato digitale (in realtà un EGA digitale) garantiva solo 64 colori. In quest'ultimo infatti i segnali RGB sono trattati come bit ed essendo 6 segnali, le possibili combinazioni erano 2
6=64.
Questo tipo di connettore ha certamente dei
limiti tecnici: non è propriamente attrezzato per trasportare segnali in alta definizione a causa delle caratteristiche di impedenza non ben definite (a differenza del
connettore BNC). Questo standard è stato definitivamente superato in qualità dal
DVI nel 1999, ma è tutt'oggi supportato da numerose apparecchiature hardware. Esistono in commercio alcuni connettori
VGA ultrasottili (fino a 2 mm), come la
serie 634 di EDAC.