E' prevedibile che il Web surclasserà il televisore da salotto grazie ai contenuti on demand, e in parte ciò è già avvenuto. Tanti anni fa esplose il fenomeno
Napster che portò con sé consensi e tanto clamore: condivisione e possibilità di accesso a un archivio gigantesco di musica. Fu la volta quindi del
P2P, con decine di programmi che permettevano, e lo permettono ancora, di accedere a tantissimo materiale, principalmente applicazioni e film.
Era già chiaro che una regolamentazione e un migliore servizio di tali contenuti doveva essere un passo necessario, oltre che un fattore di mercato decisivo in termini di guadagno. Così oggi
Apple si appresta all'ennesimo passo verso il futuro: l'obiettivo è
portare la TV attraverso i canali web, veicolati in particolare da
iTunes (forte del recente successo acquisito con iPhone).
La TV via Web, a onor di cronaca, non è una novità assoluta; perfino in Italia molte emittenti televisive offrono via browser la fruizione dei propri archivi: si pensi all'immenso materiale sul
portale RAI e alle stesse dirette offerte dalla TV di Stato, o alla possibilità di vedere le repliche dei principali programmi di
La7.
Per tutto il resto però gli utenti ricorrono allo streaming, pratica non proprio legale e con risultati non ancora del tutto soddisfacenti. Così
iTunes pensa di superare tali limiti e fornire, in territorio americano, veri e propri abbonamenti per liberarsi della TV e usare il PC di casa come strumento per navigare, per lavorare e per l'intrattenimento.
E' il
Wall Street Journal che fa trapelare l'indiscrezione, cui non si fa fatica a dare credito per quanto espresso fin qui.
Apple starebbe dunque
muovendosi nel tentativo di stringere accordi con le più importanti emittenti televisive americane. Niente cifre al momento, né nomi precisi, né fatti concreti; i lavori sembrano comunque a buon punto, tanto che si parla del lancio del servizio nei primi mesi del 2010. E così si inizia a discutere già dei nuovi scenari.
Se tale esperimento dovesse funzionare in America, la diffusione in tutti gli altri paesi sembra cosa logica e naturale. I
dubbi riguardano principalmente il consenso popolare e il fattore pubblicitario, per nulla banale o secondario. Il consenso non sembra in realtà un grosso ostacolo, anzi la crescita di Internet e un favorevole apprezzamento per le iniziative via Rete sembrano propendere per il successo di
Apple.
Il fattore marketing è viceversa un quesito difficilmente risolvibile a priori: cosa succederebbe infatti alla TV tradizionale per quanto riguarda gli introiti pubblicitari? C'è fiducia in tale iniziativa? Può cambiare la forma con cui mostrare la pubblicità al pubblico se le trasmissioni sono fornite via
iTunes? Sono tutte domande che le emittenti televisive stanno ponendo ad
Apple per capire i meccanismi di questa nuova offerta.
Infine chiediamoci:
cosa cambia per l'utente finale? L'idea è quella di aumentare la facoltà di scelta dell'utente, realizzando abbonamenti mirati e personalizzati, affinché l'utente possa pagare solo ciò che realmente vede. Di per sé sembra una cosa eccezionale, staremo a vedere.