Da un po' di tempo si sente spesso parlare della nuova tecnologia
OLED, che promette meraviglie rispetto ai precedenti TV e monitor LCD e plasma. In realtà spesso si tende a fare confusione tra le differenti tecnologie, magnificando di volta in volta vantaggi e svantaggi dell'una a discapito dell'altra, a seconda delle differenti tipologie di utilizzo, del consumo energetico, della nitidezza e via discorrendo.
In realtà
non esiste un vincitore assoluto, ma ogni tecnologia ha i suoi pro e i suoi contro, a seconda della destinazione d'uso. Per fare chiarezza e aiutare i lettori a districarsi nella selva di sigle e tecnologie, a volte incomprensibili ai profani, ho ritenuto utile mettere a frutto l'esperienza accumulata in tre decenni di attività nel settore elettronico, cercando di delineare una panoramica sulle varie tecnologie attualmente utilizzate per visualizzare le immagini sui monitor e sui televisori.
Fino a non molti anni fa, era pressoché usuale l'utilizzo della tecnologia
CRT (Catodhic Ray Tube), sia per i monitor dei PC, sia per le TV. L'avvento della tecnologia
LCD ha permesso di realizzare monitor e televisori decisamente meno ingombranti e assai più parchi nel consumo, facendo gridare al miracolo. Gli schermi erano piatti, con una profondità di ingombro di pochi centimetri e leggerissimi in confronto ai monitor
CRT.
Purtroppo però, se per un utilizzo non professionale gli schermi
LCD potevano essere senz'altro apprezzabili, a mano a mano che crescevano le esigenze di una corretta visualizzazione dei colori e dei livelli di contrasto e luminosità, in particolar modo per gli schermi destinati alla visione di filmati video ad alta definizione, essi iniziavano a mostrare i loro limiti.
Il
principale problema dei monitor
LCD, che salta subito all'occhio di un osservatore esperto, è il livello del nero: esso è definito precisamente come il livello zero di luminosità del segnale video, ottenendo come risultato uno schermo totalmente buio, nero appunto. Purtroppo tale banale definizione è spesso incompresa: se l'immagine video da visualizzare contiene porzioni che in origine sono nere, il segnale video va regolato in modo tale che durante la riproduzione esse appaiano effettivamente nere.
Ciò si può ottenere agendo sui controlli di saturazione, contrasto e luminosità, ma la maggioranza degli utenti non effettua una regolazione corretta di tali parametri, con il risultato che i colori risultano sfalsati e innaturali a causa della non corretta regolazione della
tonalità (
hue in inglese), specie per quelli più scuri e, cosa assai importante, il nero viene visualizzato con una sfumatura di grigio più o meno scuro.
Se comunque tale problema nei monitor
CRT era facilmente risolvibile, effettuando una regolazione corretta, negli
LCD esso viene esasperato proprio a causa del fatto che essi, per funzionare, necessitano di una
retroilluminazione, che impedisce di fatto il raggiungimento di un nero assoluto. Se si diminuisce la luminosità per ottenere il nero "vero" nelle parti più scure dell'immagine, l'immagine finale completa può risultare troppo scura. Se l'utente aumenta la luminosità globale, le zone più scure risultano grigio scuro anziché nere.
A questo punto l'utente inesperto, nel tentativo di ottenere una resa globale più congeniale, tende solitamente a massimizzare i valori di contrasto e saturazione, con il risultato che le zone oscure diventano "nere" e le zone più luminose "brillanti", ma
i colori sono sfalsati, spesso di una vividezza e saturazione innaturali. Si perdono anche i dettagli di nitidezza nelle parti di immagini più scure (quelle tendenti al nero appunto), e in quelle più brillanti (quelle tendenti al bianco, tanto per intenderci).
Nelle prossime puntate vedremo via via come confrontarsi con queste problematiche in maniera più equilibrata, cercando di essere innanzitutto consci dei limiti intrinsechi della tecnologia utilizzata dal monitor/TV di cui si dispone, e di conseguenza evitare di perdere tempo a ottenere rese cromatiche impossibili o peggio, di rovinare lo schermo con bruciature e gli occhi con immagini che "sparano", a volte peggio delle luci di una discoteca.
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