La forza di Wikipedia sembra essere proprio il seme del
dubbio: esso rende i suoi lettori piuttosto critici, superando la passività tipica della lettura del libro stampato. Apponendo ad esempio un banner su un articolo, gli utenti possono esprimere incertezza sulla neutralità di quanto hanno letto, sulla qualità delle fonti utilizzate, o sui possibili conflitti di interesse degli autori.
Un sistema con cui Wikipedia autovaluta i propri articoli è una
scala di valori, che parte da
Stub (descrizione elementare, che è necessario espandere), passa a
Start (meglio di Stub, ma ancora deficitaria di fonti esterne), fino a C, B, GA (
Good Article, buon articolo) e A. Il giudizio che determina il voto all'articolo si basa su accuratezza, completezza e stile; l'obiettivo dei contributor è quello di farlo crescere nel tempo.
Wikipedia consiglia di fare ricerche serie utilizzando solo gli articoli di tipo GA e A. Esistono poi i
Featured Article, ritenuti a furor di popolo come professionali, esaustivi ed assolutamente enciclopedici. Non bisogna poi dimenticare la
History, con cui è possibile verificare l'evoluzione che ha avuto nel tempo ogni articolo e le modifiche che ha subito.
Nonostante questi
sistemi, Wikipedia ha avuto numerosi contestatori e molteplici sono stati i problemi segnalati. Nel 2007, per esempio,
la BBC dichiarava che grazie a un tool online chiamato
Wikipedia Scanner, sviluppato da
Virgil Griffith del California Institute of Technology, si erano individuate diverse importanti istituzioni come utenti attivi in Wikipedia, che avrebbero contribuito a modificare alcune voci cruciali dell'enciclopedia libera.
Per citare alcuni esempi, si sostenne che la CIA, l'organizzazione di spionaggio americana, avesse modificato la pagina del presidente iraniano
Mahmoud Ahmadinejad, o che il Vaticano avesse rimosso alcuni brani dall'articolo relativo al leader
Sinn Fein,
Gerry Adams, o ancora, che un computer di proprietà del partito democratico statunitense fosse stato usato per definire "idiota", "razzista" e "bigotto" il commentatore radiofonico repubblicano
Rush Limbaugh. Sempre nel 2007
fu rivelato che Microsoft aveva pagato un blogger per modificare alcuni articoli su standard di sua proprietà.