I
prefissi di routing sono costituiti dai bit più significativi degli indirizzi internet, condivisi da tutti i membri di una
subnet, e vengono espressi nella cosiddetta notazione
Classes Inter-Domain Routing (CIDR), che prevede l'utilizzo del primo indirizzo di una
subnet, seguito dalla lunghezza in bit del prefisso di
routing: tali valori sono separati dal carattere
slash (/). Ad esempio, una
subnet 192.168.1.0/24 indica un insieme di indirizzi in cui i primi 24 bit sono riservati al
network number (192.168.1 nell'esempio) e i rimanenti 8 bit sono utilizzabili per la definizione degli indirizzi dei diversi host.
È semplice a questo punto definire una
subnet mask:
essa è la rappresentazione, nel formato dotted decimal,
del prefisso di routing di una subnet, ovvero dei bit più significativi, che rappresentano il network number. Nell'esempio precedente, quindi, alla
subnet 192.168.1.0/24 corrisponde una
subnet mask 255.255.255.0, in quanto i primi 24 bit costituiscono il
network number e gli 8 bit meno significativi l'indirizzo dell'host, mentre alla
subnet 192.168.0.0/16 corrisponderà una
subnet mask 255.255.0.0.
Storicamente, gli indirizzi host corrispondenti a tutti i bit zero e tutti i bit uno – nel nostro esempio per la
subnet 192.168.1.0/24 gli indirizzi 192.168.1.0 e 192.168.1.255 – erano riservati, rispettivamente, a indicare la rete e l'indirizzo di broadcast, per cui non venivano assegnati a nessun host: tale limitazione è ormai sorpassata.
L'introduzione di quanto appena detto riguardo alle
subnet, ossia il
CIDR, di fatto rese obsoleta la precedente classificazione in classi delle reti, consentendo una migliore gestione degli indirizzi di rete e un miglioramento delle performance, in quanto è più semplice con questo schema l'organizzazione delle tabelle di
routing.
L'
attribuzione degli indirizzi IP è supervisionata dall'
International Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN), subentrata all'
Internet Assigned Numbers Authority (IANA).
Con la diffusione di Internet, i sistemi pensati per l'indirizzamento degli host si sono ben presto rivelati sottodimensionati: gli indirizzi
IPv4 sono “soltanto” 2
32, ossia poco più di 4 miliardi; considerato però il meccanismo di partizionamento in classi dello spazio di indirizzi, il numero di indirizzi disponibili è
previsto si esaurisca entro il 2011.
Per tale motivo è stato introdotta la nuova versione
IPv6 nel 1998,
basata su indirizzi a 128 bit, che porta la quantità di host indirizzabili a un numero con 39 cifre, ma soprattutto consente un'efficienza ancora maggiore nella gestione delle tabelle di
routing.
Chiudiamo con
una piccola indicazione pratica: per visualizzare gli
indirizzi IP assegnati alle interfacce di rete del proprio sistema, è sufficiente utilizzare il comando
ifconfig in una shell sui sistemi Linux, mentre sui sistemi Windows si utilizzerà il comando
ipconfig in un prompt dei comandi.
Nei prossimi appuntamenti approfondiremo ulteriormente il discorso relativo agli
indirizzi IP, definendo fra l'altro la
differenza fra quelli statici e dinamici e quelli pubblici e privati, e analizzando cosa avviene all'interno di un router.