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Le reti di computer: gli indirizzi IP (2/2)
Scritto da Ciro Fiorillo il 13-11-2009 ore 11:27
I prefissi di routing sono costituiti dai bit più significativi degli indirizzi internet, condivisi da tutti i membri di una subnet, e vengono espressi nella cosiddetta notazione Classes Inter-Domain Routing (CIDR), che prevede l'utilizzo del primo indirizzo di una subnet, seguito dalla lunghezza in bit del prefisso di routing: tali valori sono separati dal carattere slash (/). Ad esempio, una subnet 192.168.1.0/24 indica un insieme di indirizzi in cui i primi 24 bit sono riservati al network number (192.168.1 nell'esempio) e i rimanenti 8 bit sono utilizzabili per la definizione degli indirizzi dei diversi host.

È semplice a questo punto definire una subnet mask: essa è la rappresentazione, nel formato dotted decimal, del prefisso di routing di una subnet, ovvero dei bit più significativi, che rappresentano il network number. Nell'esempio precedente, quindi, alla subnet 192.168.1.0/24 corrisponde una subnet mask 255.255.255.0, in quanto i primi 24 bit costituiscono il network number e gli 8 bit meno significativi l'indirizzo dell'host, mentre alla subnet 192.168.0.0/16 corrisponderà una subnet mask 255.255.0.0.

Storicamente, gli indirizzi host corrispondenti a tutti i bit zero e tutti i bit uno – nel nostro esempio per la subnet 192.168.1.0/24 gli indirizzi 192.168.1.0 e 192.168.1.255 – erano riservati, rispettivamente, a indicare la rete e l'indirizzo di broadcast, per cui non venivano assegnati a nessun host: tale limitazione è ormai sorpassata.

L'introduzione di quanto appena detto riguardo alle subnet, ossia il CIDR, di fatto rese obsoleta la precedente classificazione in classi delle reti, consentendo una migliore gestione degli indirizzi di rete e un miglioramento delle performance, in quanto è più semplice con questo schema l'organizzazione delle tabelle di routing.

L'attribuzione degli indirizzi IP è supervisionata dall'International Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN), subentrata all'Internet Assigned Numbers Authority (IANA).

Con la diffusione di Internet, i sistemi pensati per l'indirizzamento degli host si sono ben presto rivelati sottodimensionati: gli indirizzi IPv4 sono “soltanto” 232, ossia poco più di 4 miliardi; considerato però il meccanismo di partizionamento in classi dello spazio di indirizzi, il numero di indirizzi disponibili è previsto si esaurisca entro il 2011.

Per tale motivo è stato introdotta la nuova versione IPv6 nel 1998, basata su indirizzi a 128 bit, che porta la quantità di host indirizzabili a un numero con 39 cifre, ma soprattutto consente un'efficienza ancora maggiore nella gestione delle tabelle di routing.

Chiudiamo con una piccola indicazione pratica: per visualizzare gli indirizzi IP assegnati alle interfacce di rete del proprio sistema, è sufficiente utilizzare il comando ifconfig in una shell sui sistemi Linux, mentre sui sistemi Windows si utilizzerà il comando ipconfig in un prompt dei comandi.

Nei prossimi appuntamenti approfondiremo ulteriormente il discorso relativo agli indirizzi IP, definendo fra l'altro la differenza fra quelli statici e dinamici e quelli pubblici e privati, e analizzando cosa avviene all'interno di un router.
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