In un settore così complesso e ricco di
protagonisti,
Samsung tenta di recuperare terreno e conquistare un mercato che ad oggi appare lontano. Il settore dei sistemi operativi mobili è molto competitivo, così la scelta di
Samsung di lanciare una propria piattaforma appare più di un azzardo. I motivi per confermare tale sensazione sono molteplici, ma prima vediamo i dettagli della vicenda.
I numeri del mercato dei cellulari e degli smartphone sono tutti a favore delle case costruttrici, in particolare di quelle legate al mercato delle applicazioni. Indipendentemente che si tratti di una piattaforma aperta come
Android o chiusa come
iPhone,
il lavoro degli sviluppatori diventa cruciale per l'intero progetto, come dimostra il successo di
Apple Store.
Così
Samsung decide di lanciare
Bada, il cui nome è significativo: la traduzione letterale dal coreano è oceano.
Bada è, o meglio sarà, un oceano di applicazioni, l'ennesimo
sistema mobile libero:
Bada sarà un kit di sviluppo open source e gli sviluppatori potranno toccare con mano il tutto nei primi mesi del nuovo anno.
Una delle prime promesse sembra riguardare gli sviluppatori e il ciclo di approvazione delle applicazioni:
Samsung dovrebbe puntare su tale leva
semplificando i processi e tentando di conquistare il consenso dei developer, visti gli ultimi problemi che molti sviluppatori hanno sollevato circa le procedure di
Apple.
A una superficiale analisi comunque, la mossa di
Samsung appare azzardata in quanto la posizione da cui il progetto parte è nettamente inferiore rispetto ai sistemi concorrenti, specialmente i già citati
iPhone e
Android. E a meno di soluzioni clamorosamente innovative e magari di smartphone assolutamente avanzati, riuscire a conquistare una significativa fetta di mercato appare difficilissimo.