Anil Kurmus, che ha completato la sua tesi all'
Eurecom Institute, ha trovato modo di sfruttare concretamente una
vulnerabilità del protocollo SSL, scoperta di recente.
Per capire di cosa si tratta, facciamo un passo indietro di circa due settimane, quando la falla veniva
divulgata pubblicamente. Esiste un meccanismo — che consente un attacco
man-in-the-middle — detto di rinegoziazione; per comprenderne il funzionamento si può consultare, per esempio, un
tutorial in Rete, alla voce
Renegotiating the SSL Handshake.
Il baco è stato scoperto da
Marsh Ray, esperto di sicurezza; in pratica, un attaccante può inserire un breve testo all'inizio di una sessione SSL.
Ray e
Steve Dispensa — CTO di
PhoneFactor — concordano però sul fatto che deve esistere qualche altra debolezza nel sistema, per sfruttare appieno la vulnerabilità.
Ed è quello che ha fatto
Kurmus, che è riuscito a ottenere le
credenziali di login di alcuni utenti Twitter. Lo scetticismo sulle reali possibilità di impiego del bug era giustificato, perché il malintenzionato non avrebbe comunque potuto decriptare il flusso di dati.
Ma
Kurmus ha agito in questo modo: ha inserito un breve testo, di cui si parlava prima, in modo da provocare un
dump della richiesta web in un messaggio, dopo che il contenuto era stato decriptato. Le API di Twitter, in effetti, consentono facilmente la creazione di un messaggio contenente i dati intercettati.
Twitter, secondo i ricercatori, è solo un esempio; esistono varianti dell'attacco che possono ottenere i cookie di autenticazione dei servizi webmail. Sembra che, per il momento, solo OpenSSL
sia in procinto di rilasciare una patch. Una temporanea soluzione[/b], che è poi quella adottata da Twitter, consiste nel
disabilitare il protocollo di rinegoziazione.