Navigando in Rete sarà accaduto a tutti di non riuscire a raggiungere un sito Wweb, spesso per un errore di digitazione dell’indirizzo, o perché il sito è realmente inesistente. In alcuni casi i navigatori sono dirottati su una pagina web estranea a quella richiesta, generalmente un portale, che evidenzia l’impossibilità di trovare il nome di dominio e propone una ricerca o un indirizzo alternativo, in caso di evidente errore nella digitazione.
Chi ha utilizzato Internet Explorer 5 e 6 avrà constatato personalmente di essere dirottato su
auto.search.msn.com, mentre ora, soprattutto con le recenti versioni del browser, si viene indirizzati sulla pagina del motore di ricerca
Bing di Microsoft. Al contrario alcune versioni di Firefox si sono dimostrate molto più discrete, evidenziando solo la mancata risoluzione del nome di dominio.
Con il termine
NXDOMAIN (Non-Existent Domain) è definita l’impossibilità di risolvere il nome di dominio di un certo indirizzo internet, mentre il successivo dirottamento della richiesta dell’utente su un’altra pagina web è definito
NXDOMAIN substitution. Questo sistema finora non è stato considerato un abuso, bensì un metodo pratico per aiutare l’utente a correggere un eventuale errore.
L’
Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN), che segue da vicino l’indirizzamento in internet, non è però dello stesso avviso. Secondo l’ente che si occupa di assegnare gli indirizzi IP, questa abitudine andrebbe persa velocemente e un utente non dovrebbe essere diretto verso un sito web terzo in caso di NXDOMAIN, ma dovrebbe solo essere messo a conoscenza dell’errore.
In
una recente pubblicazione l’
ICANN evidenzia il perché della sua presa di posizione, che risale ad alcuni incontri tecnici del giugno di quest’anno: il parere degli esperti si basa su considerazioni relative alle implicazioni architetturali e di protocollo previste nel sistema di indirizzamento di Internet.
Ma esso si basa anche sulle implicazioni di sicurezza, visto che gli hacker adottano spesso forme di reindirizzamento dei navigatori del Web per finalità illecite. La conclusione cui è giunta l’
ICANN è molto semplice: deve essere
vietata qualsiasi forma di NXDOMAIN substitution, a meno di un confronto aperto e approfondito su eventuali richieste in tal senso. E’ stato sottolineato tra l’altro che questo principio deve essere acquisito al più presto nell’ambito del dibattito aperto sui nuovi
generic Top Level Domain (gTLD).