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Nessun risparmio per gli ospedali con l'adozione dei computer
Scritto da Paolo Raviola il 01-12-2009 ore 12:14
Sembra ovvio che un sistema computerizzato possa portare benefici a qualsiasi organizzazione, eventualmente dopo un periodo iniziale di rodaggio. Tuttavia, uno studio della Harvard Medical School rivela che la realtà è ben diversa, almeno nel campo ospedaliero.

Sono stati presi in esame 4.000 ospedali statunitensi, dal 2003 al 2007; gli enormi costi di installazione e di gestione sono risultati maggiori di qualunque risparmio sperato. Il Dr. David Himmelstein — professore associato alla Harvard Medical School — precisa inoltre che la maggior parte del software è dedicata a scopi amministrativi, e non ai medici, alle infermiere, e ai ricercatori.

Himmelstein cita il caso di due istituzioni ospedaliere che hanno beneficiato dell'informatizzazione, diminuendo i costi e aumentando l'efficienza. In linea generale, però, ben pochi hanno tratto vantaggi, a spese comunque di una progettazione personalizzata, che ha impegnato gli architetti di sistema per mesi.

La storia non è certamente nuova: tra il 1960 e il 1970 IBM e Lockheed Corp. si esprimevano favorevolmente, confidando in una riduzione dei documenti cartacei e in un trattamento medico migliore. Nel 1990, alcuni esperti esponevano i benefici delle cartelle cliniche elettroniche; nel 2005, un gruppo di analisti prediceva un risparmio annuale di 77.8 miliardi di dollari.

Nonostante l'ottimismo che sembra ancora regnare, un rapporto del 2006 preparato per l'Agency for Healthcare Research and Quality, evidenziava alcuni vantaggi per poche istituzioni, ma i risultati non erano generalizzabili.

David Brailer — cosiddetto zar dell'informazione medica sotto l'ultima amministrazione Bush e ora presidente di Health Evolution Partners — ritiene che l'implementazione su scala nazionale di un sistema informatico avrebbe un costo di 75-100 miliardi di dollari, ma porterebbe a una riduzione annuale dei costi valutabile in 200-300 miliardi.

Himmelstein reputa queste affermazioni semplicemente infondate, aggiunge che per decine di anni si è lavorato su vaporware e che dovrebbe essere giunto il momento di fermare queste pretese, visto che non esiste nessuna prova tangibile della loro veridicità.
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