Naturalmente programmi e applicazioni possono essere tranquillamente contenuti in un
supporto di memoria minuscolo e avviato non appena questo viene collegato a un altro computer. Non solo, ma ogni programma è perfettamente
cross platform, non importa dove lo si fa funzionare.
I computer ovviamente sono collegati in
rete, perché nei film tutto è in rete: anche il computer più vecchio situato nel posto più remoto, dispone sempre di un collegamento a Internet ad altissima velocità per collegarsi a qualunque altro computer nel mondo, anche quelli spenti.
E non ci dimentichiamo dell'identificazione dei sospetti nelle indagini criminali: dietro la macchina da presa, non esiste database che non raccolga
animazioni 3D delle persone, completate con diverse schede personali (dati di residenza, patente, fedina penale), che appaiono una dopo l'altra, di solito sovrapponendosi pure.
Parliamo ora di sicurezza. I computer sono giustamente sempre protetti da
password, ma queste sono decrittabili sempre in pochi secondi, poiché sempre riconducibili al proprietario: date di nascita, nome del cagnolino
et similia. Infatti tutti i sistemi sembrano inaccessibili, possiedono
protezioni fisiche costosissime e letali, vanto dei loro proprietari; basta però riuscire a superarle, entrando da quella grata nascosta o per quel condotto segreto (che nessuno aveva preso in considerazione) ed ecco che diventano inefficaci o si distruggono inserendo un semplice floppy disc.
Provate a entrare in una
stanza server hollywoodiana: sentirete il cinguettio degli uccellini e le conversazioni saranno piacevoli come sulla panchina di un parco. Se poi siete in un film e provate a sabotare un computer, magari versandoci del liquido sopra, ecco che tutto
esplode fragorosamente, non si salvano nemmeno la tastiera e la macchina fotografica digitale appoggiata in un angolo. Se invece lo sabotate installandoci un virus, il virus funzionerà alla perfezione, anche se chi l'ha fatto non conosceva affatto quel tipo di computer.
Nella prossima parte vediamo qualche esempio reale di
castroneria informatico-cinematografica.