Esprimere le proprie idee spesso risulta pericoloso, specie in alcune nazioni ove la libertà di parola e di espressione non sono propriamente rispettate. Da questo punto di vista i blogger rischiano, e parecchio. Ecco perché è nato
Threatened Voices (letteralmente "Voci Minacciate"),
un sito di tipo collaborativo, che raccoglie, secondo le sue dichiarazioni, un elenco di blogger minacciati, arrestati o addirittura uccisi per aver espresso pubblicamente il loro pensiero on line.
L'argomento non è certamente dei più felici, e mette l'osservatore di fronte a una realtà cruda e difficile da accettare. Il progetto
Threatened Voices nasce da
Global Voices Advocacy, un'organizzazione con l'obiettivo dichiarato di
monitorare la censura e proteggere l'accesso alla libera informazione.
Tecnicamente il sito è progettato utilizzando le API di
Google Maps, per poter indicare su mappa i luoghi dove esistono le minacce, e
Google Chart, per rappresentare graficamente le statistiche più rilevanti.
La pagina principale mostra in taglio alto la
mappa del pianeta, con le aree critiche evidenziate da punti rossi, più o meno grandi a seconda del numero di casi presenti nella nazione sottostante. E' possibile raggruppare i
risultati per nazione, filtrarli per stato d'arresto, rilascio dopo la prigionia, stato di minaccia, morte o situazione sconosciuta. Sotto la mappa una elegante
timeline mostra gli eventi principali e la loro durata nel tempo.
In spalla, una colonna contiene diverse sezioni: l'accesso all'area per diventare un
tracker e collaborare attivamente con l'organizzazione, un filtro per singola nazione, un motore di ricerca interno, il numero di casi attualmente monitorato — al momento in cui si scrive sono 194 — e una
graduatoria delle prime 10 nazioni che, secondo
Threatened Voices, detengono questo triste primato: per ora le prime sono Cina e Egitto. Infine un grafico a torta mostra la percentuale delle situazioni monitorate divise per categoria.
In taglio medio, il sito mostra le informazioni relative agli ultimi blogger, la cui condizione è stata messa in pericolo e i post delle notizie inviate dai collaboratori. Per ogni blogger, in una
specifica scheda, viene mostrato nome e cognome, indirizzo URL del blog, città e nazione, situazione di pericolo e una dettagliata spiegazione dei motivi che lo hanno spinto nel mirino delle autorità.
Threatened Voices è anche presente nei principali social network, come
Twitter e
Facebook.