Una
pelle artificiale con sensori ottici incorporati potrebbe conferire ai robot un senso del tatto più vicino a quello umano.
La tecnologia attuale è basata su interruttori di pressione e sulla resistenza alla forza motrice, una soluzione che non permette di apprezzare deboli cambiamenti di pressione o di distinguere tessuti diversi. La ragione principale è che i componenti elettrici e i fili tendono ad essere rigidi.
Incrementare la densità dei sensori potrebbe portare a miglioramenti, ma purtroppo causerebbe interferenze elettromagnetiche. Per superare questi ostacoli,
Jeroen Missinne e colleghi della
Ghent University hanno sviluppato una pelle artificiale flessibile, usando un particolare tipo di
silicone, che contiene sensori ottici.
La
struttura consiste di due strati di strisce polimeriche, perpendicolari l'una all'altra, e separate da una sottile lamina di plastica. Una fonte di luce illumina continuamente questa griglia; quando viene applicata una pressione, le strisce si avvicinano e consentono alla luce di passare da uno strato all'altro, fornendo così un meccanismo di feedback molto sensibile. Per una completa e dettagliata descrizione, si rimanda allo
studio, presentato al recente workshop
IMEC Flexible and Stretchable Electronics.
Grazie alla loro natura ottica, i polimeri possono essere accostati fino a 125 µm di distanza.
Missinne spera che queste migliorie servano ai
robot chirurgici, per aumentarne la sensibilità tattile. Egli è al lavoro per realizzare un prototipo funzionante e spera di poter condurre test più approfonditi per la fine dell'anno.