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Giro di vite sul P2P
Scritto da Paolo Raviola il 15-12-2009 ore 10:17
Intel Software
I termini della questione sono ben noti da tempo: i sistemi P2P, come BitTorrent o eMule, servono a condividere file, e possono sgravare i server da massicci download, suddividendo il carico su più computer, che agiscono sia da client che da server. Da questo punto di vista, nulla da ridire, ma è sui contenuti che infuria la battaglia, perché il materiale reperibile coperto da copyright fa la parte del leone.

Gli ISP possono rallentare il traffico di questo tipo, basandosi sulle porte comunemente usate, o effettuando delle Deep Packet Inspection, che però violano la privacy dell'utente. A ondate discontinue, si assiste a chiusura di siti o a denunce di filtraggio dati.

Poco tempo fa, centinaia di siti di condivisione dati in Cina sono stati sistematicamente chiusi. Alla fine di novembre Virgin Media, uno dei maggiori provider britannici, annunciava piani per monitorare attività illegali di file sharing.

Sotto i riflettori c'è ora Israele, dove Jonathan Klinger, procuratore esperto in cyberlaw, e il sito Ynet hanno scoperto che due dei tre maggiori ISP hanno interferito con il traffico utente. Non è chiaro se il traffic shaping sia dovuto alla prevenzione della pirateria o a problemi di banda; interrogati in merito, i provider danno risposte preconfezionate, del tipo "stiamo esaminando i risultati", oppure "offriamo la migliore esperienza di surfing possibile".

In effetti, esaminando il report di Ynet, Bezeq International risulta parzialmente assolto per insufficienza di prove, e Netvision risulta essere accusato di probabile DPI, mentre per Internet Zahav/Smile012 risultano forti indicazioni di traffic shaping. Merita ricordare i due tool usati per l'indagine: Switzerland, sviluppato dalla EFF, e Glasnost, cui si è già accennato su questo sito.

Sebbene Bezeq International risulti il più "pulito", un plug-in di Vuze, introdotto lo scosrso anno, mostra chiaramente che questo provider filtra e distrugge il traffico P2P. A proposito di questo plug-in, vale la pena esaminare un resoconto sulle attività degli ISP internazionali, dove compaiono Stati Uniti (Verizon, BellSouth, AOL, AT&T e altri), Europa (Francia, Italia, Germania, Polonia, Gran Bretagna) e Medio Oriente.
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