Il consorzio W3C sta lavorando a una nuova caratteristica per il rinato HTML, un elemento espressivamente chiamato
Device: esso consentirebbe di accedere da una pagina web a un dispositivo, che nel contesto Internet potrebbe essere innanzitutto una videocamera e specificamente una webcam. Questo passo porterebbe verso una maggiore dinamicità delle pagine, in una prospettiva per così dire avanguardista, che coinvolga sia la parte software, creando applicazioni interattive, sia le nuove prospettive dell'hardware connesso alla rete, in particolare i telefonini, che tendono a funzionare principalmente come piccole telecamere o macchine forografiche.
Poiché negli ultimi tempi lo sviluppo di HTML (della versione 5 in particolare) non è più esclusiva del W3C, ma è in gran parte opera dall'impronunciabile
WHATWG (Web Hypertext Application Technology Working Group) — un gruppo di lavoro a cui partecipano diversi attori, compresi "fratelli coltelli" come Apple e Google — si possono visualizzare i
draft delle nuove versioni nei rispettivi siti.
Stando alla
bozza accessibile dal sito del
Consorzio, l'elemento dovrebbe supportare la videoconferenza da applicazioni HTML, mentre la visione del
WHATWG secondo alcune fonti sarebbe più ampia. I
working draft sembrano grosso modo equivalenti: l'elemento
device sarà accompagnato da un attributo
type atto a determinare a quale tipologia di dispositivo la pagina avrebbe accesso, con una enumerazione, ancorché provvisoria, nella quale troviamo un flusso di dati audio/video identificato dallaparola chiave
media, un file system identificato dalla parola chiave
fs, e un dispositivo seriale, o più verosimilmente USB, reso dalla parola chiave
rs232.
All'interno della la nuova specifica, il sito del
WHATWG presenta anche l'
API streaming grazie alla quale diverrebbe possibile la registrazione appunto di uno streaming multimediale, previa definizione di un codec con i relativi bit rate e dimensione del frame, il che lascia intravedere progetti ancora più ambiziosi quanto alla diffusione dei contenuti multimediali nell'Internet dei prossimi anni, e alla loro registrazione per una fruizione, diciamo così, asincrona.