Uno dei maggiori problemi incontrati dagli ingegneri e dagli scienziati che lavorano nel campo della robotica applicata è quello dello studio del movimento nella progettazione delle loro macchine. In genere, si cerca di prendere in considerazione un equivalente biologico, che approssima nel modo migliore il modello che si intende realizzare, cercando di individuarne i tratti principali da riprodurre meccanicamente. Al momento, malgrado queste analisi, la maggior parte dei robot è soltanto in grado di muoversi e camminare con velocità molto ridotte, senza possibilità di correre e con un'agilità motoria ridotta rispetto alla controparte biologica.
I ricercatori dell'
Università dell'Oregon stanno
studiando le caratteristiche salienti che riguardano i
movimenti degli scarafaggi; sebbene questi piccoli insetti possano sembrare sgradevoli a molte persone, dal punto di vista scientifico potrebbero racchiudere la chiave di volta per migliorare e far progredire i sistemi motori di cui sono dotati, attualmente, i robot: sono, infatti, capaci di muoversi su qualsiasi tipo di terreno a varie velocità, conservando sempre un alto grado di stabilità e senza troppi sforzi.
Gli scarafaggi, come anche molti altri insetti, non basano i loro movimenti su complicati ragionamenti, ma si limitano semplicemente a eseguirli nel modo più naturale possibile e questo è proprio il punto cardine su cui gli studiosi stanno cercando di concentrarsi: i robot odierni impiegano troppi calcoli per camminare e assorbono una quantità di energia esagerata rispetto a quella disponibile a causa dell'ingente mole di dati da elaborare.
Qualora questa ricerca si rivelasse utile, si riuscirebbe sicuramente a ottenere un risultato importante, che porterebbe alla realizzazione di robot più stabili e veloci tanto da poter essere impiegati per scopi militari e soprattutto per fornire un valido aiuto in situazioni di salvataggio o ricognizione in posti pericolosi per l'incolumità dell'uomo.