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Craccata la protezione DRM di Amazon Kindle
Scritto da Massimo Mazza il 18-01-2010 ore 07:48
Intel Parallel Studio XE
Come era prevedibile, la protezione anticopia DRM dell'e-book reader Kindle di Amazon è stata aggirata. Il motivo per cui è stato sviluppato il crack risiede nell'utilizzo dell'applicativo Kindle4PC, il quale, nelle intenzioni di Amazon, dovrebbe consentire la lettura degli e-book previsti per Kindle, senza dover necessariamente possedere un reader, utilizzando in sua vece un normale PC.

Come è ovvio, i libri acquistati su Amazon per il Kindle sono protetti con il DRM, che di per sé non è un grosso problema se si possiede, appunto, un Kindle. Le sorprese sorgono quando invece si decide di utilizzare il programma Kindle4PC: mentre nei Kindle veri e propri la decrittazione avviene mediante una chiave a livello di dispositivo, identica per tutti i contenuti acquistati, sul PC invece, anche se l'algoritmo di decrittazione è lo stesso, essa avviene, a sorpresa, per ogni singola sessione di lettura di un libro, con il risultato che non è comunque possibile copiare liberamente i libri acquistati da un PC all'altro.

Il tutto porta alla conclusione che è comunque impossibile leggere i contenuti venduti da Amazon al di fuori dei dispositivi previsti: Kindle, Kindle for iPhone/iPod e Kindle4PC.

Un programmatore, che per ovvie ragioni mantiene l'anonimato, ha sviluppato e pubblicato uno script in Python, unswindle, che unitamente allo script mobidedrm, permette di ottenere un file .mobi (Mobipocket eBook format) senza la protezione anticopia, leggibile liberamente su qualsiasi dispositivo. Chi lo volesse, potrebbe proseguire ulteriormente l'operazione utilizzando altri software di conversione, per ottenere ad esempio file in formato PDF.

L'autore di tale script spiega in dettaglio ogni cosa nel suo blog. Va precisato comunque che tale operazione non è per favorire ulteriormente la pirateria, bensì per consentire agli acquirenti legittimi di poter copiare i libri digitali protetti su tutti i propri PC o dispositivi (e ovviamente farne dei backup), come spiegato anche dall'autore del crack.

E' insomma la storia che si ripete: anche Apple aveva inizialmente protetto le canzoni in vendita su iTunes, salvo fare poi dietro front in seguito alla famosa lettera aperta di Steve Jobs: le vendite non solo non diminuirono, ma aumentarono considerevolmente. E' sperabile che anche Amazon si renda conto di ciò e non persista nell'errore.
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