Chi è in cerca di un buon libro su Python non può farsi scappare la nuova edizione di
Dive Into Python 3. La creatura di
Mark Pilgrim continua a essere tra i best seller e soprattutto mantiene un successo inalterato. Praticità, semplicità ed efficacia sono i fattori chiave di questo titolo.
Lettura scorrevole e a tratti divertente, mai noiosa perché
Pilgrim non tedia con lunghe discussioni tecniche che poco hanno a che fare con il processo di apprendimento di un linguaggio, almeno limitatamente alle fasi iniziali di studio quando serve entusiasmo e mettere in chiaro subito le potenzialità del linguaggio. E' questa
la tecnica dell'autore: vi mostra subito l'esempio, lo commenta, descrive tutto in modo semplice, poi passa ad approfondire ogni aspetto che servirà nella pratica di tutti i giorni.
Già di per sé Python è un linguaggio di programmazione che si presta bene ai novelli programmatori: è uno dei linguaggi più semplici da apprendere e al contempo fornisce strumenti molto potenti; in pochi anni ha saputo ritagliarsi un ruolo importante tra i pari grado. Una volta acquisite le basi si potrà spaziare in lungo e in largo, grazie a una comunità di sviluppatori ricchissima e attiva.
Pilgrim in questo libro ci prende per mano e ci accompagna lungo un piacevole viaggio attraverso tanto codice e chiare spiegazioni. La direttrice lungo la quale si muove il libro è quella della praticità e della chiarezza espressiva; divoreremo i capitoli uno dopo l'altro con la netta sensazione di poter disporre, già dopo pochi giorni, di conoscenze tali da poter iniziare a programmare utility e piccoli programmi. Dalle
fondamenta spiegate nei primi 8 capitoli e tramite i quali si acquisiscono le informazioni di base per una efficace programmazione, il libro di
Pilgrim presenta poi argomenti di più alto livello: dal
refactoring all'uso e consumo di XML, da un utile studio circa i
Web Service all'analisi delle librerie per il
packaging. Alla fine potremo già sederci per programmare qualcosa di significativo e utile, anche perché le librerie oggi a disposizione sono numerose e moltissime risultano anche semplici da studiare e usare.
Quel che stupisce, sin dall'avvento di Python, è il
rapido apprendimento, anche da parte di chi si avvicina per la prima volta al mondo dell'informatica e della programmazione:
regole molto chiare, precise, una
sintassi ordinatissima, che impone una scrittura del codice elegante e leggibile.
Pilgrim non fa altro che convertire le caratteristiche intrinseche del linguaggio in proficue lezioni. Con
Pilgrim si va subito dritto al sodo, si impara velocemente pur senza perdere di vista dettagli e i dovuti elementi tecnici della materia.
Le
basi del linguaggio vengono esaurite in modo graduale: i primi otto capitoli servono proprio a enucleare quelle che sono le fondamenta di Python, senza le quali il lettore nulla potrebbe. In mezzo segnalo un intero capitolo sulle
espressioni regolari, argomento scottante, ma che
Pilgrim riesce a presentare in modo lodevole, corredando il testo con numerosi esempi.
Nei
capitoli 11 e 12 faremo la conoscenza dei metodi più corretti dell'uso dei file e molte funzioni destinate al consumo del formato XML: due argomenti imprescindibili. I
capitoli 9 e 10 ci offrono una visione soddisfacente circa l'approccio allo
unit testing in Python, con un breve capitolo destinato al
refactoring del codice.
In particolare il capitolo dedicato al
refactoring, il
decimo, offre una precisa idea di cosa sia tale operazione e come la si può eseguire in modo proficuo utilizzando Python. Poche pagine, ma, vale la pena dirlo, scritte bene. Analizzando un codice scritto e spiegato in un capitolo precedente,
Pilgrim mostra come sia possibile rendere un codice già di per sé funzionante ancora più veloce, leggero e molto elegante, intendendo un maggiore grado di manutenibilità, fattore decisivo per il successo di un programma alla luce di future versioni. In tal caso un processo, quello del
refactoring, che può risultare difficoltoso con altri linguaggi, in Python si semplifica notevolmente.
Infine il
capitolo 16, è indicato per quanti volessero rilasciare le proprie utility e librerie al grande pubblico, con spiegazione su come utilizzare in modo proficuo
distutils, una sorta di coltellino svizzero di Python, e con le best practice per contribuire attivamente al progetto con le nostre idee e il nostro codice.
In definitiva
Dive Into Python 3 è il primo vero step per quanti vogliono avvicinarsi al mondo Python. Il libro di
Pilgrim fornisce le basi e anche qualcosa di più per prendere confidenza col linguaggio e andare oltre, pronti per prendere in mano un altro testo, destinato a un livello superiore, così da poter sviluppare il nostro software. In più Python è anche una magnifica via per entrare in contatto con menti brillanti. La comunità internazionale è molto attiva in numerosi progetti e troverete di sicuro la vostra nicchia. Buona lettura.

Apprendere Python con le lezioni di
Pilgrim appare più semplice del previsto: tanto codice da prendere a riferimento; le basi; le tecniche un po' più avanzate per avere strumenti realmente potenti in Python.

Sarebbe stato utile, viste le capacità espositive dell'autore, presentare un progetto completo: il libro sarebbe stato un gioiello.