Oltre ai classici computer da tavolo, un settore del
retrocomputing interessantissimo, poco dispendioso e ricco di soddisfazioni, è quello dedicato alle calcolatrici tascabili, o
pocket calculator, o anche
handheld calculator. Al di là della curiosità che può suscitare, l'attenzione verso tali manufatti tecnologici è un'opportunà per conoscere cosa utilizzassero gli scienziati, ingegneri e tecnici nel periodo tra il 1970 e il 1980, quando i PC, nell'accezione attuale, erano ancora in divenire.
A questo punto ritengo opportuna una
precisazione sulla terminologia utilizzata: per evitare equivoci, indicherò con il termine
calcolatrici i calcolatori programmabili tascabili; con il termine
calcolatrici da tavolo andranno intesi i calcolatori destinati all'utilizzo sul ripiano di un tavolo. Il termine
computer, invece, verrà utilizzato per i dispositivi nati a partire dagli anni '80 del secolo scorso, riferendosi ai quali si distingueva già tra i componenti, ovvero hardware/CPU, sistema operativo, applicativi e linguaggi di programmazione.
Tanto per intenderci,
Apple II, Commodore 64, IBM XT sono — ed erano già all'epoca — classificabili come personal computer; Texas
Instruments TI-59 o Hewlett Packard HP-41C sono invece calcolatrici (o calcolatori) programmabili, evolute e potenti finché si vuole, ma che non possiedono le categorizzazioni dei computer/PC.
Le calcolatrici da tavolo infine, sono degli ibridi, nel senso che, osservati con gli occhi di un utente odierno, possiedono caratteristiche di ambedue i mondi; in un certo senso si può dire che sono state l'anello di congiunzione tra calcolatrici e PC.
Prima ancora dell'avvento delle calcolatrici scientifiche, programmabili o meno, si utilizzavano i
regoli calcolatori, in inglese
slide ruler: da ciò deriva la denominazione delle prime calcolatrici introdotte da Texas Instruments all'inizio degli anni '70 dello scorso secolo, ovvero
slide rule calculator.
Per rimanere nell'ambito principale di nostro interesse, ovvero software e programmazione, illustrerò solamente le cosiddette calcolatrici programmabili, sottoinsieme della più vasta categoria delle calcolatrici scientifiche, quest'ultima comprendente centinaia di marche e modelli, dal 1970 a oggi.
Pur considerando che questi oggetti hanno prezzi relativamente bassi di acquisto, e quindi si può agevolmente iniziare a dedicarsi a tale settore del
retrocomputing, purtroppo, a causa delle
peculiarità costruttive e della componentistica utilizzata — spesso e volentieri si tratta di circuiti integrati prodotti
ad hoc — eventuali riparazioni o ricondizionamenti di tali calcolatrici possono essere effettuate solo da tecnici/artigiani, che possiedano il know-how necessario. Il rischio insomma è quello di ritrovarsi con una calcolatrice buona tutt'al più come fermacarte da tavolo.