La previsione dei terremoti non è una scienza esatta, visto che non si possono conoscere in anticipo e con una ragionevole certezza il luogo, l’istante in cui si verificherà un certo sisma e la relativa magnitudo. Al momento i margini di incertezza sono ancora notevoli, ma l’informatica, mediante l’impiego della
programmazione parallela applicata ai supercomputer, può dare un valido aiuto al settore; in particolare nello sviluppo di
modelli di simulazione, che potrebbero prevedere, con un buon margine di sicurezza, il verificarsi di terremoti in determinate aree, migliorando le valutazioni di
risk assessment.
Oggi l’impiego di sistemi di processamento multicore e di applicazioni specificatamente realizzate per sfruttarne le potenzialità rappresentano un elemento di notevole innovazione rispetto al passato. Su queste basi hanno lavorato gli scienziati del
National Autonomous University del Messico e del
Daresbury Laboratory afferente al
National Science & Technology Facilities Council. Quest’ultimo rappresenta uno degli ambienti più rinomati nel settore dell’informatica applicata ai modelli computazionali.
Il progetto è nato dall’idea di studiare approfonditamente la propagazione delle onde sismiche nella crosta terrestre. Le conclusioni raggiunte hanno costituito un background ideale per capire, per una particolare area, le potenziali zone colpite da un sisma di una certa entità e i probabili danni, in funzione del contesto geologico e territoriale. Ci si potrebbe ad esempio servire dello strumento per definire le aree più idonee a localizzare certe infrastrutture strategiche, onde ridurre il rischio di un loro danneggiamento.
I tecnici informatici del
Daresbury Laboratory hanno giocato un ruolo determinante in questo progetto, cercando di fornire uno strumento di
previsione ad alta risoluzione, soprattutto in termini di accuratezza delle previsioni. Per queste finalità si è sfruttato
HECToR, il più grande
supercomputer presente nel Regno Unito, ubicato presso l’Università di Edimburgo, con una potenza computazionale di
208 Tflops.
Dopo aver ottimizzato il codice di simulazione per sistemi multiprocessori e averlo testato sui supercomputer del laboratorio citato, gli scienziati hanno applicato con successo il modello di simulazione su
HECToR, con il quale è possibile processare ben
8000 simulazioni contemporaneamente. I risultati raggiunti sono stati incoraggianti, aprendo scenari veramente interessanti per la ricerca nel campo sismologico.