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Due linguaggi Domain-Specific
Scritto da Paolo Raviola il 09-03-2010 ore 11:49
Per la programmazione in certi ambienti specifici, i linguaggi general-purpose, come Java o C/C++, non si prestano bene ai concetti che si devono formulare. Per questo motivo, e per facilitare anche la scrittura del codice, nascono i Domain-Specific Language, presenti un po' in tutti i campi dell'informatica e della ricerca scientifica.

Uno di questi è Twist, la cui nuova release 2.0 si potrà scaricare a partire dal 31 marzo. Con questo linguaggio si possono realizzare insiemi di test e prospettare scenari in inglese corrente, evitando così la complessità della preparazione di una batteria di test automatici.

È disponibile un video (piuttosto corposo, più di 17 MB), che illustra la creazione di un progetto di base e la sua esecuzione. Si nota l'utilizzo di Selenium come linguaggio sottostante, al quale bisogna occasionalmente accedere per completare il progetto.

In un campo totalmente differente, troviamo SBML (Systems Biology Markup Language), per lo scambio di modelli quantitativi di reti biochimiche tra differenti pacchetti software. In questo modo, i ricercatori possono condividere i propri risultati e divulgarli in un formato comune.

Il linguaggio fu descritto per la prima volta nel 2003 in "The Systems Biology Markup Language (SBML): A Medium for Representation and Exchange of Biochemical Network Models" e da allora ha ottenuto crescente popolarità nella comunità scientifica, fino ad arrivare alle nuove SBML Level 3 Core specification.

In definitiva, SBML è un formato machine-readable per la rappresentazione di modelli. Da notare che non è un tentativo di definire un linguaggio universale, ma un'alternativa realistica, volta a un formato intermedio comune. Esso è neutrale rispetto al linguaggio di programmazione e alla codifica software, ma preferisce comunque orientarsi verso una modellazione in XML.
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