Erano gli inizi degli anni '90 quando
Tim Berners-Lee creò il linguaggio di markup che noi tutti conosciamo con il nome di
HTML e ne sottopose una bozza a un'organizzazione per gli standard di Internet denominata
IETF (Internet Engineering Task Force).
In seguito, e più precisamente, nel 1994 in seno all'
IETF fu creato un gruppo di lavoro, definito
HTMLWG (HTML Working Group), che scrisse la specifica per la versione 2 del linguaggio HTML. Nello stesso anno, sempre Berners-Lee, fondò un consorzio per lo sviluppo di standard per il Web definito
W3C (World Wide Web Consortium).
La creazione di quest'ultimo, pose il problema della convivenza di due organismi distinti per lo sviluppo degli standard del Web; pertanto nel 1996 l'HTMLWG, dopo aver effettuato delle modifiche ad HTML 2, fu sciolto e fu posto sotto l'egida del
W3C.
Agli inizi del 1997, il
W3C pubblicò le specifiche della versione 3.2 di HTML e poi, verso la fine dello stesso anno, di HTML 4. Nel 1998 il consorzio pubblicò una bozza di specifica relativa a una riformulazione del linguaggio secondo
XML, che pertanto, si sarebbe discostata dall'HTML standard, che invece era stato progettato basandosi sul linguaggio
SGML (Standard Generalized Markup Language).
Nel 1999 la specifica venne denominata
XHML 1.0, che nel 2000 divenne ufficialmente una raccomandazione del consorzio
W3C. Nel 2001 fu invece pubblicata la versione 1.1 di XHTML. Inoltre, nel 1999 il
W3C pubblicò una bozza di specifica per le
XHTML Extended Forms, rinominate poi come
XForms 1.0, che avevano come obiettivo quello di ridisegnare un nuovo meccanismo per la gestione delle web form, la cui raccomandazione fu pubblicata nel 2003.
Nel 2004 il consorzio
W3C tenne un convegno intitolato "
The W3C Workshop on Web Applications and Compound Documents", allo scopo di ascoltare, dai protagonisti del mondo dello sviluppo web, pareri e suggerimenti su come doveva essere il futuro del Web. Tra i vari membri presenti, quelli di
Mozilla Foundation e di
Opera Software, proposero una
vision del futuro Web, nel quale le web application avrebbero dovuto avere le
seguenti caratteristiche: compatibilità con il passato; gestione degli errori ben progettata e con un alto livello di dettaglio; occultamento degli errori di
authoring agli utenti; più concretezza e meno astrazione nelle caratteristiche di una specifica, con presentazione di casi d'uso pratici.
Inoltre fu proposto di evitare profili differenti per device specifici, ovvero le caratteristiche implementative dovevano essere indipendenti dal dispositivo in uso e le caratteristiche di una specifica dovevano essere sempre aperte e sempre pubblicamente visibili e commentabili.
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