In un recente editoriale di
Agnese Bascià nella newsletter settimanale di Programmazione.it, era illustrata brevemente la nascita della prima RAM non a componenti elettronici, ovvero la memoria a nuclei magnetici. Esiste però un'altra categoria di dispositivi di memoria, seppur non ad accesso casuale, che sfruttava il magnetismo, e che per pochi anni sembrava destinata a un eneorme successo.
Si tratta delle
memorie a bolle, un'invenzione che si diceva avrebbe soppiantato gli hard disk. Inventate nel 1970 nei Bell Labs e fortemente commercializzate da Intel e Texas Instruments, esse si proponevano come il sostituto a stato solido degli hard disk proprio per le loro
peculiarità: accesso seriale ai dati e capacità di ritenere l'informazione anche dopo che il computer veniva spento.
Il loro principio di funzionamento sostanzialmente si basava sulla
mobilità di microscopici domini di polarizzazione magnetica in un sottile film magnetico di ortoferrite. Con un campo magnetico fisso e perpendicolare al piano del film i domini di una polarizzazione sono stabili. Tali domini si possono spostare entro il piano del film applicando campi magnetici perpendicolari al piano principale. Un piccolo domino (o bolla) può definire un 1 logico se presenta una polarizzazione verso l'altro. Uno 0 indica l'assenza di un dominio definito.
Costruendo opportunamente il circuito, dotandolo di un
anello elettromagnetico a spira unica per formare o eliminare i domini, un po' come la testina di un hard disk, e facendo circolare i domini tramite opportuni circuiti di controllo magnetico, si relalizza un dispositivo di memoria seriale analogo ai CCD, ma che ha il vantaggio di ritenere l'informazione anche quando spento, esattamente come un hard disk.
Nella figura seguente è visibile il chip di uno dei primi esemplari di
memorie a bolle magnetiche di Texas Instruments: il chip è costituito da un film uniforme e non si vede nessun tipo di circuito elettronico integrato. I dispositivi di controllo magnetici sono i collegamenti visibili ai bordi.
Apparentemente di una semplicità estrema, in realtà questa soluzione aveva la sua contropartita, come vedremo nella prossima puntata, chiarendo anche i motivi del fallimento di tale tecnologia.