La
procedura di incappottamento della fibra ottica che la trasforma in connettore, parte dalla pulitura e ritaglio (con lame al diamante) e procede con l'inserimento nel puntale, al quale viene fissato tramite materiali epossidici. Dopo l'indurimento della resina, l'estremità del puntale è lucidata e rettificata per garantire l'adeguata trasmissione ottica.
Diverse possono essere le modalità di lucidatura: esiste quella per contatto fisico
PC (Physical Contact), e quelle di grado superiore, definite
SPC (Super Physical Contact) e
UPC(Ultra Physical Contact), che garantiscono minori perdite e minori livelli di riflessione. Segnalo anche l'esistenza di versioni non lucidate:
No Polish (NPC). Le estremità della fibra durante la lucidatura vengono curvate in modo da garantire il contatto diretto con l'altra fibra senza che i puntali facciano lo stesso. Esistono inoltre altre modalità di lucidatura, distinguibili dal colore dei cablaggi (nero e blu rappresentano la modalità PC).
Le principali
difficoltà o problematiche, nelle quali si può incorrere durante l'accoppiamento di due connettori ottici, sono
disallineamento,
diametro differente delle fibre, presenza di
sporcizia o formazione di un
cuscino d'aria nella zona di contatto. Per chi è interessato, sono disponibili online diverse
guide pratiche per il montaggio a partire da kit preconfezionati.
Seppur di ampia diffusione, questo connettore sta lentamente cedendo il passo a sistemi con dimensioni inferiori, come i
connettori LC, e quelli multifibra (
connettori MTP). Le
aziende specializzate nella produzione di questi dispositivi, offrono un
ampio ventaglio di articoli a supporto delle trasmissioni ottiche, come
adattatori SC, dritti o angolari,
single-mode o
multi-mode, simplex o duplex;
terminatori SC, utilizzati per interrompere una sezione della rete evitando effetti di riflessione;
convertitori, che permettono di passare da connettori SC a connettori LC; adesivi e
kit di crimpatura e montaggio.