Il cavo abbinato ai
connettori IDC è il
cavo ribbon (o cavo piano multifilo), costituito da numerosi fili isolati singolarmente, che corrono paralleli e agganciati fra di loro. Questa geometria permette quindi di collegare tutti i fili del set al connettore nello stesso momento. I connettori non sono costruiti per essere utilizzati una seconda volta dopo il primo impianto; tuttavia, facendo particolare attenzione durante la rimozione, ciò è effettivamente possibile.
Il
verso di montaggio del cavo è indicato solitamente da una piccola V (di colore rosso oppure in rilievo), che indica la posizione del piedino n.1 sul connettore. I ribbon vengono generalmente identificati da due numeri: la distanza tra i conduttori e il numero di conduttori. Una
distanza (pitch) comune è 0,1 pollici (2,54 mm); il
numero di conduttori va da 4 fino a 96. Esiste poi una codifica di colori per facilitare l'installazione. Pur essendo un ottimo sistema di conduzione del segnale, il cavo ribbon nasconde uno spiacevole "effetto antenna", che lo porta a trasmettere anche
segnali elettromagnetici casuali, che possono interferire con l'esterno. Si sono trovate varie soluzioni a questo fenomeno, ma è stato uno dei motivi per cui questo cablaggio è stato pian piano messo da parte.
In foto, un'ampia gamma di cavi ribbon con terminazioni IDC, commercializzati da
Hunter Cable Assembly.
Le
caratteristiche produttive fin qui spiegate rendono i
connettori IDC adatti soprattutto alle basse correnti elettriche, come il settore telefonico e quello dei collegamenti elettronici e informatici. Troviamo
connettori IDC negli hard disk per computer (gli IDE da 3,5 pollici hanno 2 file da 20 pin, gli IDE da 2,5 pollici hanno 2 file da 22 pin), nelle porte seriali DE-9 (2 file da 5 pin), e nelle porte DE-25 sulle schede madri. Tuttavia la velocità di montaggio e l'economicità di questi connettori li rende ideali anche negli scenari di test e manutenzione.