L'interfaccia
USB (Universal Serial Bus) rappresenta un sistema di connessione tra dispositivi elettronici, oggi largamente utilizzato nel settore informatico. La sua invenzione, datata gennaio 1996, è da attribuire a
Ajay Bhatt, ingegnere indiano-americano e Chief I/O Architect di
Intel.
La
struttura di un collegamento
USB è asimmetrica: da una parte c'è l'host, che richiede i servizi, e dall'altra una certa quantità di dispositivi, che li forniscono. Le
specifiche USB definiscono in modo completo il livello elettrico, quello meccanico e il protocollo di connessione.
A tal scopo vengono distinti due tipi di dispositivo:
dispositivo semplice, o
Function (gli elementi operativi della rete, che svolgono una qualche funzione utile, che possono essere collegati solo a un hub) e l'
hub (i centri di collegamento, che possono essere collegati a dispositivi
Function o altri hub). L'Hub
USB raccoglie i segnali di tutti i collegamenti in una topologia di
rete a stella, con un indirizzamento a 7 bit. Tale limite porta a 127 il numero massimo di dispositivi che possono essere collegati fra loro tramite
USB. E' previsto inoltre un limite massimo di 5 hub per il collegamento consecutivo.
La
versione 1.0, mai entrata in produzione, prevedeva una banda di trasferimento di 12 Mbit/s. Successivamente la
versione 1.1, la prima diffusa sul mercato, distingueva due livelli di velocità: 12 Mbit/s per periferiche con requisiti maggiori (come i lettori di dischi) e 1,5 Mbit/s se le necessità erano inferiori (mouse e joystick).
Nell'aprile 2000 sono state rilasciate le
specifiche 2.0, ratificate dall'
USB Implementers Forum l'anno successivo, che incrementano la velocità di trasmissione teorica di 40 volte, fino a 480 Mbit/s. L'ultima versione attualmente rilasciata,
la 3.0, è stata annunciata il 17 novembre 2008, è retrocompatibile e prevede l'introduzione di un
bus SuperSpeed, con un
throughput (sempre teorico) di 5 Gbit/s.