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La TV digitale terrestre: principi teorici (3/10)
Scritto da Massimo Mazza il 04-09-2012 ore 01:50
Essenzialmente, la tecnica COFDM la stessa della OFDM (Orthogonal Frequency Division Multiplexing), con l'aggiunta di una ulteriore codifica prima della modulazione propriamente detta. Tale codifica inserisce dei bit aggiuntivi per sopperire agli errori che si verificano durante la trasmissione radio. Vediamo pi in dettaglio come funziona.

Lo stream di dati, che come gi detto a codifica MPEG-2, viene sottoposto a vari trattamenti prima di essere effettivamente convertito in segnale multifrequenza OFDM (tali trattamenti saranno esaminati pi in dettaglio in un secondo tempo). Una volta esaurita tale serie di elaborazioni, necessarie per renderlo pi "robusto" e meno soggetto a errori, lo stream di dati (che ancora una sequenza seriale di bit) viene suddiviso in pi flussi paralleli di bit mediante un de-multiplexer. Tali flussi paralleli di bit avranno ovviamente un bitrate pi basso e ciascuno di essi viene utilizzato per modulare una sottoportante.

La modulazione della sottoportante, a sua volta, avviene utilizzando tre possibili schemi di modulazione: QPSK (Quadrature Phase Shift Keying), QAM-16 (Quadrature Amplitude Modulation) e QAM-64. Tale operazione viene anche detta constellation mapping, cio il flusso seriale viene suddiviso in simboli: ogni simbolo pu essere costituito da un bit, 2 bit, ecc.; a ogni bit viene assegnata l'intensit di ampiezza e fase corrispondente alla modulazione utilizzata, desunta dal diagramma della costellazione.

I tre tipi di modulazione sopracitati permettono la trasmissione rispettivamente di 2, 4 e 6 bit per simbolo, ove per simbolo si intende l'unit elementare di informazione trasmessa. Uno schema semplificato di cosa avviene durante la modulazione COFDM visibile nella figura che segue.

xThU6.jpg

I bit ottenuti dallo stream seriale de-multiplexato s(t) modulano n sottoportanti, che vengono sommate e inviate al trasmettitore vero e proprio. Il trasmettitore anch'esso costituito, come vedremo, da altri sotto blocchi, che processano opportunamente il segnale digitale e lo convertono in un segnale analogico, adatto a essere finalmente irradiato dall'antenna.

9J2LI.jpg

Le frequenze utilizzate sono rispettivamente in numero di 1705 oppure di 6817, e danno origine ai cosiddetti standard DVB-T 2K-mode e DVB-T 8K-mode. Maggiore il numero di frequenze utilizzate e minore l'intervallo di tempo utile (Tu) assegnato a ogni simbolo trasmesso.

NatLb.jpg

Nella tecnica OFDM le frequenze delle sottoportanti sono scelte appositamente in modo tale che siano ortogonali; pi precisamente, le frequenze sono spaziate di una quantit pari a 1/Tu, ove Tu la durata di ogni simbolo. Ci consente di minimizzare le reciproche interferenze tra le varie sottoportanti (crosstalk).
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