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La TV digitale terrestre: principi teorici (4/10)
Scritto da Massimo Mazza il 06-09-2012 ore 13:52
Il procedimento fin qui esposto puramente teorico; in realt, senza scendere nei dettagli teorici motivanti tale scelta, le varie sottoportanti non vengono brutalmente sommate tra di loro, bens sottoposte alla trasformata inversa di Fourier discreta (Inverse Discrete Fourier Transform). Con tale procedimento otteniamo una serie di campioni numerici nel dominio del tempo o, per essere pi precisi, la parte reale e quella immaginaria dei campioni (perch la trasformata in questione d come risultato una grandezza numerica complessa).

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Le componenti reale e immaginaria cos ottenute sono elaborate da un convertitore digitale/analogico (DAC: Digital to Analog Converter), miscelati con le componenti seno e coseno di un opportuno segnale a radiofrequenza fc e finalmente sommati algebricamente per ottenere il segnale risultante finale s(t)

2EpGP.jpg

Ma allora, perch non modulare direttamente a radio frequenza le singole sottoportanti? E ancora: se gli stream di dati digitali erano gi stati utilizzati per modulare le N sottoportanti, non sono esse stesse gi pronte per essere irradiate da un'antenna]?

I segnali ottenuti durante la prima fase (constellation mapping) sono detti in banda base (baseband), il cui spettro di frequenza si estende da zero a un qualche valore nel quale la potenza del segnale pressoch nulla.

Per contrasto, un segnale a radiofrequenza, quindi atto a essere irradiato da un'antenna (segnale RF), detto anche bandpass signal. Un segnale in banda base pu essere utilizzato per modulare una portante RF, nel qual caso si dice appunto che il segnale viene convertito in banda passante. Un segnale in banda base non pu essere utilizzato per irradiare segnali nell'etere.

Per citare qualche esempio pratico, le interfacce seriali o le connessioni Ethernet convogliano segnali in banda base; una connessione Wi-Fi invece convoglia segnali RF (o in banda passante). Alla fine di tutto questo guazzabuglio di elaborazioni, ecco come si presenterebbe il segnale in uscita prima di modulare la portante RF finale e venire irradiato dall'antenna:

RnqQX.jpg

Decisamente il risultato poco comprensibile, se osservato con un normale oscilloscopio. I dati digitali sono visibili solo se decodificati ricreando le N sottoportanti originarie. Ogni sottoportante a sua volta contiene i dati dei sotto-stream originari. Complicato? Nelle prossime puntate vedremo di fare pi chiarezza.
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