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La TV digitale terrestre: principi teorici (9/10)
Scritto da Massimo Mazza il 01-10-2012 ore 19:06
Come si pu desumere dalle illustrazioni seguenti, le tecniche messe in atto per preservare il pi possibile il segnale trasmesso permettono di eliminare completamente le riflessioni (echi), nonch di adattarsi a segnali che giungano sulla stessa frequenza da ripetitori diversi con ritardi differenti e continuamente variabili, come ad esempio un ricevitore situato su un mezzo in movimento.

Grazie alla presenza dell'intervallo di guardia, diventa relativamente semplice calcolare il ritardo introdotto da un'onda riflessa:

HRKHD.jpg



7qXq1.jpg

Inoltre, in presenza di segnali molto deboli, e quindi con un elevato rapporto segnale/rumore, il ricevitore in grado di adattarsi abbastanza agevolmente. Grazie alla peculiarit del tipo di modulazione utilizzato (QAM), la costellazione dei segnali pu essere demodulata raggruppando pi segnali deboli in un unico "megapunto" corrispondente a un valore di modulazione QPSK, riuscendo a mantenere una qualit dell'immagine accettabile pur in presenza di segnali molto disturbati o deboli.

l1YKY.jpg



kxguL.jpg

Nell'illustrazione che segue riassunto tutto il lunghissimo processo di trattamento del segnale digitale, dallo stream MPEG-2 all'irradiazione finale dall'antenna trasmittente vera e propria.

5my30.jpg

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