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Guida ai cavi e connettori: il bus Low Pin Count (1/2)
Scritto da Luca Domenichini il 17-05-2011 ore 08:06
Intel Parallel Studio XE
Il bus Low Pin Count (LPC), ma conosciuto anche come PPC, nasce nel 1998 dalle abili mani degli ingegneri Intel, come sostituto della tecnologia Industry Standard Architecture (ISA), generalmente rivolta a componenti integrati in un chip Super I/O. Esso viene utilizzato inizialmente sui PC compatibili IBM per collegare la CPU a periferiche a bassa velocità, come la ROM di boot, porte seriali e parallele, tastiere, mouse, controller floppy, fino ad arrivare al più recente Trusted Platform Module (TPM).

LPC è un bus sincrono, progettato per lavorare solo in diretta connessione con la scheda madre — non è disponibile alcun connettore — con la quale comunica tramite il southbridge. Esso è caratterizzato da un'ampiezza di 4 bit e da una velocità analoga a quella del PCI Local Bus per ragioni di compatibilità, 4 volte il clock di sistema (33,3 MHz).

I vantaggi pratici rispetto al precedente bus ISA sono il minor numero di segnali richiesti (7 obbligatori di tipo bidirezionale) e il minor numero di pin sul circuito integrato (da 30 a 72 in meno, da qui il nome del bus). LPC prevede anche sei segnali opzionali, utilizzati per la gestione degli interrupt, l'accesso Direct Memory, il wake-up del sistema e la notifica di spegnimento ai dispositivi collegati.

Un passaggio chiave nella storia del bus LPC è stata la revisione 1.1 dell'agosto 2002, con l'inclusione di cicli per la memoria firmware, allo scopo di separarli da quelli della memoria di applicazione, e le capacità di lettura multibyte.

In Rete è possibile dare un'occhiata a un chip IC, che utilizza l'interfaccia LPC: si tratta di un SST 49LF040B a 32 pin, con 8 blocchi di memoria flash da 512 KB (4 MB), completo di circuito stampato.
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