La sensazione che ti lascia l'aver partecipato al
RAD Studio XE2 World Tour organizzato da Embarcadero è molto positiva, soprattutto per un programmatore Delphi (o C++ Builder) con sete di novità. Inoltre si scopre che
bit Time, l'azienda italiana che ha organizzato l'evento in Italia, ha collaborato alla realizzazione di alcune parti di
RAD Studio infilando un po' d'Italia nella miriade di righe di codice che lo compongono.
Le novità in XE2 sono molteplici, al punto che possiamo affermare che
RAD Studio è completamente cambiato, non compila più soltanto le classiche applicazioni VCL per Windows, ma realizza un nuovo tipo di
applicazioni graficamente evolute, in grado di visualizzare form vettoriali ridimensionabili e stilizzabili, consentendo di compilare le applicazioni in ambiente Win64, Mac OS X e iOS.
Questa evoluzione è possibile grazie a un nuovo strumento che si chiama
FireMonkey (entrato fra i prodotti Embarcadero attraverso l'acquisizione dell'azienda che lo sviluppava originariamente), il quale consente di realizzare applicazioni con
grafica HD e 3D e di ricompilarle sulle piattaforme elencate sopra.
Parte delle cose qui elencate sono presenti da tempo in architetture come Microsoft .NET, ma la grande novità è che le applicazioni scritte in
Delphi XE2 sono compilate e quindi molto più veloci. Inoltre il rendering dei componenti visuali è affidato alle più diffuse librerie grafiche disponibili sulla piattaforma per la quale l'applicazione viene compilata (come
OpenGL e
DirectX), anche se questo si porta dietro delle
limitazioni quando le versioni del sistema operativo di destinazione sono troppo vecchie (la compatibilità grafica con Windows XP, ad esempio, è garantita ma solo in parte).
Desidero puntare l'attenzione su quello che a me è sembrato uno degli aspetti più innovativi e che non riguarda né la grafica né la multipiattaforma:
LiveBindings. Questo strumento manda in cantina i componenti
data aware e realizza un
layer tra i componenti standard di Delphi e la base dati, consentendo di utilizzare
comandi intermedi, aggiornabili dinamicamente, scritti in uno pseudo-linguaggio interpretato a runtime. Questi comandi permettono di adattare i dati ai componenti di visualizzazione e, viceversa, di adattare le informazioni introdotte nei componenti presenti sul form ai campi del database.
LiveBindings consente di
accentrare la business logic che congiunge il sistema di visualizzazione (componenti del form) e la base dati, realizzando, in un certo qual senso, il paradigma MVC (Model View Control) tipico dei sistemi di sviluppo più diffusi specie in ambito web. Il tutto in maniera elegante e dinamica. Oggi più che mai sono convinto che
RAD Studio, nella versione XE2, sia lo strumento con cui le aziende possono fare un salto di qualità veramente significativo.