Rispondendo alle richieste dei propri utenti, riguardo alla possibilità di creare applicazioni più potenti grazie all'interazione con basi di dati, il team di
Google App Engine introduce
Google Cloud SQL. L'ambiente cloud per lo sviluppo di applicazioni di Google si arricchisce così di un familiare database relazionale, cui dare in pasto i propri archivi senza
problemi di gestione e manutenzione dell'hardware.
Il servizio
Google Cloud SQL, attualmente in versione
limited preview e visibile, insieme a tutti i suoi "cugini", sui
Code Labs, fornisce tutte le garanzie di utilizzabilità tipiche del colosso americano:
affidabilità e disponibilità costante delle informazioni (grazie a ridondanza di server e sistemi); ambiente
MySQL con
supporto a
JDBC per le applicazioni in Java e
DB-API per quelle in Python; comoda
interfaccia web di gestione;
integrazione con l'ambiente
App Engine; funzionalità di
importazione ed esportazione mediante
mysqldump.
Le funzionalità di
Google Cloud SQL permettono archivi fino a 10 GB, con capacità di replicazione sincrona e asincrona e performance simili a quelle del
datastore Google App Engine.
Per aderire, è necessario compilare l'apposito modulo di iscrizione tramite l'
API Console, aspettando il benestare del team Google. Una volta avuto l'accesso è possibile tenersi aggiornati sulle evoluzioni del progetto tramite il bollettino
google-cloud-sql-announce.
L'offerta, secondo quanto riferito sul
blog ufficiale, verrà messa a
pagamento nel prossimo futuro, con un preavviso di almeno 30 giorni. Per il momento è possibile goderne gratuitamente. La
documentazione in Rete è già disponibile sia per i programmatori
Java che per quelli
Python.